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Progettare giardini e terrazze: le pavimentazioni in calcestruzzo

Che si tratti di elementi prefabbricati come masselli o lastre, o di gettata in opera diretta, il calcestruzzo resta un materiale molto comune per le pavimentazioni da esterni

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L’utilizzo del conglomerato cementizio per le pavimentazioni da esterni è molto comune, sia nella forma di elementi prefabbricati come masselli o lastre, sia tramite gettata in opera.
Le ampie superfici posso essere trattate con pavimentazioni architettoniche in conglomerato cementizio ad effetto ghiaia a vista, che grazie alla gradazione cromatica degli inerti permettono di gestire la resa finale della superficie, conferendo un effetto naturale e durevole.
Per l’impiego su superfici estese, nella gettata occorre prevedere giunti di dilatazione ogni 2-3 metri, che possono diventare motivo ornamentale se predisposti con altri materiali.
Le lastre prefabbricate sono generalmente di forma quadrata (variabile tra 30 e 50 centimetri) o rettangolare (60 x 40 centimetri) con uno spessore compreso tra 35 e 40 millimetri.
La posa delle lastre in calcestruzzo può essere effettuata a secco su letto di sabbia dello spessore di 4-5 centimetri, oppure su letto di malta bastardata. La sigillatura può essere realizzata con sabbia fine asciutta o boiacca di cemento.
Molto diffuso è l’impiego di masselli autobloccanti di calcestruzzo, che presentano pregi di adattabilità e versatilità per la grande varietà di formati e colori. Per la posa, i masselli presentano dei profili distanziatori per semplificarne l’accostamento e mantenere costante la distanza tra i giunti.

Pavimentazione in calcestruzzo architettonico con ghiaia a vista di colore grigio (Foto Archivio Marsiglilab)
Paver green
Molto interessanti sono gli elementi grigliati autobloccanti in calcestruzzo vibrocompresso per la realizzazione di pavimentazioni erbose carrabili: nei fori dell’elemento grigliato può essere posto terriccio vegetale seminabile che consente la crescita di piante erbacee. Si ottiene cosi una superficie permeabile che consente la permeazione dell’acqua meteorica, mantenendo l’equilibrio idrogeologico del sito.
Questi grigliati vengono posti in opera su un sottofondo di sabbia livellata e uno strato di stabilizzato dimensionato a seconda della fruizione.
L’utilizzo più frequente di questo tipo di soluzione è nei parcheggi e nei percorsi carrabili, in particolare quando è richiesto un inserimento più discreto.
Si consideri che il prato carrabile necessita di un impianto di subirrigazione e il suo utilizzo risulta efficace solo in climi non troppo caldi.
DELLO STESSO AUTORE
 
 
 

L’autore

Filippo Marsigli

 

Filippo Marsigli Rossi Lombardi, bolognese classe 1970, si è laureato all’Università di Bologna presso la Facoltà di Agraria e ha completato i suoi studi a Londra, con il corso di specializzazione in Architettura del Paesaggio presso la Inchbald School of Design (1996-1997). Durante la sua permanenza a Londra ha collaborato con lo studio “The Master Gardeners design consultant and landscape contractors” con John Plummer e Andrew Perley, lavorando alla progettazione e al restauro di parchi storici e giardini pubblici, e ha poi avviato, nel 1998, lo studio londinese di progettazione e realizzazione di giardini “Mediterranea Garden Landscape Architects”. Rientrato in Italia, nel 1999, ha lavorato come associato presso lo Studio Creative e dal 2001 ha anche avviato la sua attività di docenza presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna. Nel 2007 ha dato vita a FrassinagoLab (Landscape Architecture Bologna) oggi Marsiglilab, realtà di successo nel cuore di Bologna, specializzandosi nella progettazione di aree verdi pubbliche e private.

 

 

 

Riferimenti Editoriali

Spazi verdi Giardini Terrazze

 

Complementare al “Manuale per progettare in Italia” presenta le esperienze più significative degli interventi paesaggistici nel panorama italiano

 

Autore: Filippo Marsigli   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno: 2012

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