Progettare giardini e terrazze: le pavimentazioni in pietra | Architetto.info

Progettare giardini e terrazze: le pavimentazioni in pietra

Come utilizzare le molteplici forme della pietra per pavimentazioni esterne: lastre, cubetti, ciottoli

wpid-26987_coverpavimentopietraciottoli.jpg
image_pdf

I rivestimenti in pietra sono tra i più utilizzati per esterni poiché garantiscono un’ottima resistenza e durata nel tempo.
Esiste una vastissima gamma di pietre aventi caratteristiche diverse dal punto di vista estetico e tecnico. Variano la porosità, la permeabilità, la durezza, la lavorabilità, la resistenza, ecc. 
Per ogni materiale esistono poi molte finiture, realizzate generalmente per abrasione. Sono presenti sul mercato lastre più o meno levigate, bocciardate, sabbiate, scalpellate, rigate o anticate. 
Anche rispetto alle tipologie di formato il mercato offre molta varietà, fornendo lastre di dimensioni e spessori molto variabili, cubetti, lastre irregolari a spacco, ciottoli. Molte aziende sono anche in grado di produrre lastre con dimensioni indicate dal progettista.
Lastre
Una tipologia largamente impiegata è quella della lastra, che risulta, nel caso di piccoli giardini o terrazzi, la scelta privilegiata. 
E’ molto frequente l’utilizzo dell’arenaria grazie al suo colore tendenzialmente uniforme e alla gradazione cromatica tendente al grigio, che offre un elemento neutro, di classe e di grande effetto. 
Esistono lastre regolari e irregolari con spessori compresi tra 2-3 centimetri e 8-10 centimetri, a seconda dell’utilizzo previsto. 
La lastra di pietra viene posata su uno strato di misto granulare stabilizzato (20-25 centimetri), livellato e pressato, con una pendenza verso i pozzetti delle acque bianche o il prato, idonea al deflusso dell’acqua piovana. 
Per percorsi carrabili o sottoposti a carichi è opportuno predisporre la posa delle pietre su malta cementizia poggiata su soletta in calcestruzzo armato con rete elettrosaldata (10-12 centimetri).
In base alla tipologia di pietra e all’effetto che si vuole ottenere, l’elemento può essere posato con o senza fuga. 
Nel caso in cui si realizzi un percorso con pietre tuffate su prato, le pietre vengono disposte direttamente sopra uno strato di sabbiella di spessore 8 centimetri.
Pavimentazione in lastre di pietra serena sabbiata tuffate su prato (Foto Archivio Marsiglilab)
Gli schemi di posa in opera delle lastre possono essere vari (a correre, a fughe continue regolari o alternate, a opus romanum, a opus incertum) con diversi effetti finali di tessitura.
Lastre in pietra naturale sabbiate e bocciardate (Foto Archivio Marsiglilab)
Cubetti
I cubetti vengono prodotti con diverse pietre, dal tipico porfido al marmo, con dimensioni variabili da 4-6, 6-8, 8-10, 10-12 centimetri. Questa soluzione ha una buona flessibilità di posa che consente di utilizzare i cubetti per il rivestimento di superfici curvilinee e irregolari
La posa in opera viene eseguita comunemente su letto di sabbiella (6-8 centimetri); in seguito alla posa viene distribuita la sabbia che, riempiendo le intercapedini, fissa la pavimentazione (esiste anche la possibilità di impiegare boiacca di cemento ma in questo caso la pietra non potrà più essere riutilizzata in un secondo momento).
Ciottoli
La tecnica del ciottolato è stata largamente impiegata fino alla fine dell’Ottocento; è ancora largamente usata in molti interventi di recupero o di ripristino all’interno dei centri storici. I ciottoli presentano forme e colorazioni diverse, generalmente sferiche, mentre i colori più diffusi si attestano su bianco, nero, grigio e rosa. 
Data la trama ridotta di questo rivestimento, nel caso di vaste superfici è consigliabile inserire tagli di materiali alternativi come le lastre.

DELLO STESSO AUTORE



L’autore


Filippo Marsigli

Filippo Marsigli Rossi Lombardi, bolognese classe 1970, si è laureato all’Università di Bologna presso la Facoltà di Agraria e ha completato i suoi studi a Londra, con il corso di specializzazione in Architettura del Paesaggio presso la Inchbald School of Design (1996-1997). Durante la sua permanenza a Londra ha collaborato con lo studio “The Master Gardeners design consultant and landscape contractors” con John Plummer e Andrew Perley, lavorando alla progettazione e al restauro di parchi storici e giardini pubblici, e ha poi avviato, nel 1998, lo studio londinese di progettazione e realizzazione di giardini “Mediterranea Garden Landscape Architects”. Rientrato in Italia, nel 1999, ha lavorato come associato presso lo Studio Creative e dal 2001 ha anche avviato la sua attività di docenza presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna. Nel 2007 ha dato vita a FrassinagoLab (Landscape Architecture Bologna) oggi Marsiglilab, realtà di successo nel cuore di Bologna, specializzandosi nella progettazione di aree verdi pubbliche e private.

Riferimenti Editoriali


Spazi verdi Giardini Terrazze

Complementare al “Manuale per progettare in Italia” presenta le esperienze più significative degli interventi paesaggistici nel panorama italiano

Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

Vai all’approfondimento tematico

Copyright © - Riproduzione riservata
Progettare giardini e terrazze: le pavimentazioni in pietra Architetto.info