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Progettati ad arte

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La derivazione è chiara: il Post-modern. Negli anni ’80, dopo le ricerche del Nuovo Design Italiano, la cultura del progetto inizia a strizzare l’occhio alla valenza monumentale e iconica dell’arredo. A livello statistico, l’interesse ricade principalmente sulla tradizione dei linguaggi locali e sull’artigianalità.

Nella scena contemporanea, l’attenzione ricade su un livello più alto: quello della scultura. In verità, sia il design che il mondo dell’arte sono coinvolti nel processo di ibridazioni che caratterizza la nostra civiltà. Anzi, le arti figurative sembrano sempre più stimolate dalle tecnologie, specialmente quelle digitali.

Lo sguardo attuale non è retrospettivo ma investigativo, curioso. L’oggetto d’arredo in serie limitata o in esemplare unico assume lo stesso spessore dell’installazione artistica site specific.

La differenza tra arte e design resta comunque invariata: la prima ricerca valori simbolici, l’altro si confronta con la persona in senso funzionale (almeno in teoria). Dal repertorio di esempi qui allegato si vede che il tema più frequentato è proprio quello della sedia, l’elemento con cui ci si confronta maggiormente nella quotidianità. Eppure i giochi di materia e di forma sono del tutto simili. L’approccio artistico del design non recupera più i concetti di “arte applicata” e di “decorazione” come incrostazione, ma si spinge verso la dimensione dell’aggressività. L’elemento di arredo deve stupire nella sua valenza sperimentale e progressista, capacità che finora solo l’arte moderna e contemporanea dimostra di possedere.

Gli sconfinamenti nell’orrido, nel pop e nel surreale sono, in fondo, delle situazioni in cui è possibile ampliare il panorama semantico della nostra cultura.

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