Trasversale e intercontinentale | Architetto.info

Trasversale e intercontinentale

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Proprio da Milano, capitale mondiale del design, intercettiamo il portfolio di Alexander Lotersztain, un progettista nato a Buenos Aires ma attivo da alcuni anni in Australia. Derlot – questo è l’acronimo che egli stesso ha adottato come brand, formato dall’ultima sillaba del suo nome e da quella iniziale del cognome – è al di fuori del circuito del design europeo, ma svolge un’attività parimenti brillante, dai contenuti particolarmente incisivi.

Appartiene al ramo dei designer che non amano auto-etichettarsi attraverso stilemi personalistici. In nome di un curioso eclettismo, ogni tema, per Derlot, è una sfida. Si muove con disinvoltura nel prodotto e nell’interior. In ogni circostanza, dà degli impulsi riconoscibili alla tipologia dell’oggetto o alla tecnologia del materiale. Il denominatore comune ai suoi prodotti è il corretto rapporto tra le scelte linguistiche e l’industrializzazione dell’artefatto. Difatti Derlot progetta per la dimensione seriale senza perdere il senso dell’originalità, che affiora più facilmente nei concept o nei pezzi unici. A ciascun tema di progetto, attribuisce un quid di innovativo in merito a funzioni e comportamenti, senza velleità rivoluzionarie.

A proposito degli orientamenti linguistici, ci piace il senso della libertà espressiva che pervade il suo lavoro. Una freschezza dovuta alla sua giovane età – è nato nel 1977 – e a una sensibilità tutta rock che pervade la sua vita.

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