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Un “ricettario di architettura” per il Noma FoodLab

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Uniscono perfettamente i mondi creativi della gastronomia e dell’architettura in una moderna espressione di estetica nordica gli interni del Noma FoodLab disegnati dallo studio 3XN, che si è occupato della trasformazione del magazzino del famoso ristorante di Copenhagen in un laboratorio di cucina sperimentale.

Il laboratorio è collegato al ristorante Noma, situato in un ex magazzino iscritto sul registro nazionale degli edifici protetti. Le severe restrizioni che ne derivano, hanno comportato di dover progettare gli interni senza poter fissare nulla alle pareti o ai pavimenti. I designer dello studio 3XN hanno dunque progettato quattro armadi centrali multifunzionali, in modo da dividere lo spazio in altrettanti ambienti differenti.

Ciascuna struttura è formata da oltre 500 cubi di legno sovrapposti ed è illuminata dall’interno e, insieme, i quattro armadi vanno a suddividere la stanza di 200 metri quadrati in piccole zone che accolgono il laboratorio, l’orto mobile “su ruote”, l’area staff e l’ufficio.

Crudo e semplice, nei colori e nelle forme, il Noma FoodLab è un perfetto esempio di estetica nordica. Fedele alla filosofia del ristorante, il laboratorio è stato sviluppato utilizzando esclusivamente materiali del luogo.

Il progetto ha costituito l’occasione per G3XN di sperimentare i metodi di progettazione digitale. “Abbiamo sviluppato un software vivente – ha detto Kasper Guldager Jørgensen, a capo dello studio -, che ha reso possibile inviare i disegni direttamente dal computer alla fabbricazione”. Ciò significa che gli interni del Noma FoodLab sono stati consegnati come fossero un puzzle tridimensionale di oltre 5.000 pezzi, poi assemblati senza l’aiuto di falegnami.

O.O.

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