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Una casa da te’ a Shanghai

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Le pareti in calcestruzzo che si “attorcigliano” all’interno dell’edificio nascondono una sala lettura, posizionata dietro la sala da tè al piano terra, e una scala che conduce alla biblioteca al piano superiore. Questa la struttura della Tea House che gli architetti dello studio Archi-Union hanno costruito a Shanghai, nel cortile del loro stesso ufficio.

Un edificio che contrappone il rigore del cemento degli interni con la luminosità del vetro delle facciate, costruito con le parti recuperate del crollo del tetto del magazzino originale. Il progetto cerca di incarnare il concetto di armonia integrando chiusure e aperture, spazi piacevoli e costruzione logica.

Il sito su cui si doveva sviluppare il progetto era estremamente ristretto, caratterizzato dalla presenza di pareti su tre lati e con il solo lato rivolto verso l’esterno con piscina. A complicare le cose, anche la presenza di un antichissimo albero. Il progetto dell’edificio reagisce così all’ambiente circostante e per massimizzare lo spazio la pianta è un semplice quadrilatero suddiviso in tre parti.

Uno spazio pubblico che si estende verso l’esterno e verso la piscina, una casa da tè al piano terra e una biblioteca al primo piano, dove un piccolo balcone triangolare si sviluppa intorno all’antico albero. Ma la Tea House nasconde anche spazi privati, come un salotto e una sala lettura, disposti nella parte posteriore dell’edificio.

Lo spazio di transizione da pubblico a privato è stato progettato intorno a una scala non lineare, che collega gli spazi funzionali e fornisce una sorta di cortile interno, con vista sul terrazzo e sull’albero.

I vincoli imposti dalla costruzione manuale hanno obbligato gli architetti a inventare soluzioni adatte nel momento stesso della realizzazione, integrando il moderno design digitale con le locali tecniche “low-tech”.

O.O.

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