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Unica condizione: il cambiamento

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Volge alla conclusione la mostra monografica (“Funcooldesign”)che la Triennale di Milano ha dedicato a Joe Velluto (JVLT), sotto la curatela di Oliviero Toscani. E non poteva esserci patrono più indicato per uno studio di design che, in meno di un decennio, ha riscosso ampi successi nel mondo del design attraverso piccoli terremoti creativi.

Tutto inizia nel 2002 con un rosario monouso in pluriball. Da lì si capisce che Joe Velluto ha un approccio anarchico, ma non distruttivo o superficiale. La curiosità si spinge alle minuscole interpretazioni della vita normale. Ma le risposte che Joe Velluto fornisce, pur nella loro piccola entità dimensionale, sono destabilizzanti, sovversive. E cioè: “pur nel nostro piccolo, desideriamo il cambiamento”.

I lavori di Joe Velluto non dispensano ironia gratuita. Anzi, rivelano una graffiante seriosità. Forse è quest’ultimo aspetto a generare una lieve contraddizione. Joe Velluto progetta per una produzione serial-industriale, in vista di una larga diffusione di prodotto accessibile su vari fronti. Eppure, le soluzioni progettuali (e forse anche concettuali) sono piuttosto sofisticate, lontane da ogni visione banalizzante della vita.

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