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Venti da nord

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Natura, calore, ecologia, semplicità. Ecco alcune delle parole-chiave che, da sempre, descrivono il design del Nord-Europa. Una filosofia che non si limita alle forme visive ma che contrassegna anche il modo stesso di comunicare dei prodotti d’arredo nel globo. Infatti, al posto del (comunque meritato) trionfalismo tipico dei marchi italiani, troviamo delle narrazioni sommesse, discrete: insomma, “se volete, sapete dove trovarci”.

Le preview per la prossima edizione della fiera Maison & Objets, in calendario a Parigi per i giorni 21-25 gennaio, parlano chiaro: il design scandinavo della nuova generazione non perde il filo delle sperimentazioni internazionali, ma il legame con la tradizione non viene messo in discussione.

Legno, legno legno, colori decisi e poche linee semplici. Se i grandi maestri dei decenni passati hanno preannunciato delle forme che oggi risultano diffuse nel gusto contemporaneo, i designer contemporanei non esitano a rendere omaggio, senza inibizioni, a una tradizione geograficamente circoscritta. La lavorazione del legno sembra rivelare prodigi inimmaginabili negli anni ’50. I sistemi di tornitura a controllo numerico fanno progredire quelle forme che Tapio Wirkkala, con fatica e dedizione, faceva realizzare in chiave manual-artigianale in altri decenni. E anche il multistrato curvato sembra vivere una nuova stagione. Le geometrie sono meno vincolate dal gusto comune e si trasformano in fogli fluttuanti. Ma anche i tagli laser proiettano una semplice lastra verso nuovi orizzonti espressivi: listelli e trafori sono le soluzioni più ricorrenti nelle lampade, settore nel quale il legno è stato sempre poco presente. 

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