Quando l’arredo urbano plasma lo spazio pubblico di una città: intervista a Jan Christian Vestre | Architetto.info

Quando l’arredo urbano plasma lo spazio pubblico di una città: intervista a Jan Christian Vestre

Per l’azienda di design urbano Vestre, progettare un panchina per lo spazio pubblico significa permettere agli abitanti di una città di incontrarsi e comunicare. Vediamo cosa possiamo imparare da questo approccio alla street furniture attraverso le parole del CEO dell’azienda norvegese

Jan Christian Vestre
Jan Christian Vestre
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“Noi di Vestre crediamo nella diversità, crediamo che l’architettura e il design possano mettere insieme le persone, abbattendo barriere culturali, economiche e sociali. Questo è quello che chiamiamo design democratico”.

Partiamo da queste parole, pronunciate da Jan Christian Vestre, giovane CEO dell’azienda di design urbano e street furniture con sede a Oslo, durante la presentazione del brand storico norvegese in occasione del Fuorisalone 2017. E capiamo subito che l’approccio al design urbano e al tema del momento, la smart city, esula dall’aspetto tecnologico per mettere al centro di tutto le persone, gli esseri umani. Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Jan Christian Vestre e di intervistarlo, in un caldo pomeriggio di inizio aprile (e di apertura del Salone del Mobile 2017!), in quello che è uno degli spazi più speciali del Fuorisalone, l’Opificio 31, una sorta di laboratorio a cielo aperto.

Ci accomodiamo nel gradevole “dehors” di Vestre, su una lunga panchina che profuma di legno con profili in alluminio gialli e il Signor Vestre ci accoglie sorridente. Iniziamo così un’intervista che oltrepassa i temi del design e di tutto ciò che abitualmente definiamo “smart”, per parlare della società contemporanea e di quello che l’architettura, l’arredo urbano e un’azienda storica scandinava possono fare per diffondere una nuova cultura del vivere gli spazi di una città.

Vestre è impegnata da 70 anni nella produzione di arredo per gli spazi pubblici urbani. Come è cambiato l’approccio alla progettazione di arredo urbano durante gli anni?

Negli ultimi decenni Vestre ha creato numerosi tipi di prodotti, è da circa 30 anni che ci siamo focalizzati sulla produzione di design urbano. Abbiamo pensato che portando del design di qualità nelle strade, nei parchi, e facendo incontrare persone diverse per cultura, estrazione sociale o economica, avremmo potuto creare delle città migliori.

Inoltre, l’urbanizzazione diventa ogni anno più rapida. Sempre più gente si trasferisce a vivere in città, ecco perché è importante creare spazi per “social meeting”, luoghi d’incontro pubblici in tutte le nostre città. Tutto ciò è iniziato 20-30 anni fa e man mano abbiamo sviluppato la consapevolezza che per noi non ha importanza solo il prodotto, l’estetica, ma quello a cui un nostro prodotto può  servire. Non ci preoccupiamo solo del design, ma di come il design può servire a creare città migliori e non solo città più belle.

C’è stato un particolare momento storico in cui è cambiato qualcosa nell’approccio all’arredo urbano in Norvegia o in Scandinavia? Pensa che in qualche modo la cultura scandinava possa influenzare la cultura globale dell’arredo urbano?

Penso che tutto sia iniziato nel momento in cui in Norvegia sempre più gente e sempre più rapidamente si è riversata nelle città. Ed è penso allora che è iniziato il dibattito su come rendere le nostre città più predisposte ad accogliere una vita sociale più attiva e per più persone, città più democratiche ma allo stesso tempo sicure, città anche più gradevoli. E questo è anche parte della tradizione nordica: progettare l’urbano e gli spazi pubblici più per le persone che per le auto.

E’ necessario cambiare il modo di progettare e pianificare le nostre città e di pensare lo spazio pubblico, perché molto spesso ospitano grandi edifici, grattacieli, cemento, automobili. Bisognerebbe, invece, progettare città per le persone, per i bambini che ci vivono, città più umane e sostenibili. E questa non è una “invenzione nordica”, al contrario! Ci sono città anche molto antiche qui in Europa meridionale, in Italia, che sono state concepite a misura d’uomo, ma probabilmente negli anni e con la contemporaneità si è dimenticata questa grande tradizione. In Scandinavia o nei paesi nordici abbiamo una storia recente che ha forse influenzato in modo positivo la vita pubblica o le politiche urbane, improntate alla democrazia e ai comportamenti sociali, concetti espressi nei programmi di welfare di modello nordico. L’obiettivo agli eguali diritti e opportunità per tutti, uguaglianza di genere. Questa è una parte molto importante della tradizione nordica.

Si tratta di avere un approccio democratico anche nel design urbano. Ci sono molti marchi che fanno anche street furniture, ma sono molto costosi e non sempre l’amministrazione pubblica ha queste disponibilità. L’obiettivo di Vestre invece è rendere il grande design accessibile a tutti, dare la possibilità a tutti gli abitanti di godere liberamente di un arredo urbano di qualità, dal design accattivante e colorato. Dal nostro punto di vista portare del design urbano bello dal punto di vista estetico, pensato per fare incontrare la gente e fabbrico con materiali di qualità, contribuisce a creare città più democratiche e pensate per la gente.

Quali nuovi materiali sono usati per i prodotti Vestre, a parte il legno scandinavo di alta qualità? E quale ruolo ha la R&S nell’azienda?

Vestre non investe in nuovi materiali principalmente per due ragioni: la prima è che il nostro brand è basato sulla qualità del legno e sulla sua longevità, basta pensare che la prima panchina da esterno prodotta in Vestre 60 anni fa è ancora lì, dove fu messa allora. Per noi è essenziale che i nostri prodotti possano resistere a qualsiasi condizione atmosferica per decenni. Non sperimentiamo nuovi materiali. Il legno e l’alluminio sono i materiali a cui ci affidiamo. La seconda ragione è la sostenibilità di questi materiali. Usiamo legno scandinavo delle nostre foreste, dove per ogni albero tagliato ne vengono  piantati 3, e i cui costi di trasporto sono ridotti al minimo, come anche l’impatto ambientale. L’alluminio è anch’esso un materiale ecosostenibile, di estrema durabilità e resistenza, riciclabile.

Il nostro evolverci dal punto di vista tecnologico è più focalizzato sull’avere il minor impatto ambientale  possibile, ridurre a zero la nostra carbon footprint, sul risparmio energetico nella produzione e nel trasporto. Puntiamo a diventare l’azienda produttrice di arredo urbano più sostenibile al mondo, ad impatto zero ed i nostri più recenti prodotti rispettano i più rigidi standard ambientali e riportano il marchio della Nordic Swan Ecolabel. La nostra produzione si basa su energia rinnovabile.

Parlando appunto di tecnologia, qual è l’approccio di Vestre nei confronti del tema smart city, riqualificazione urbana in ottica sharing e smart?

Io credo che in questo momento sia importante spostare la nostra attenzione dalle tecnologie o dai device onnipresenti nelle nostre vite. Sì, sono anche strumenti utili, ma stiamo attenti a non esserne schiavi. E’ eccessiva, a mio avviso, l’attenzione alle porte USB incorporate in un tavolo, alla possibilità di ricaricare il proprio smartphone o di connettersi ad un wifi ovunque ci si trovi. Credo che dovremmo iniziare a discutere su come le città possano diventare smart per le persone, mettendo da parte l’hi tech, ma puntando più sulle relazioni umane. Meno connessione ad una rete e più contatto tra esseri umani di divere se culture e religioni e diverse estrazioni sociali o economiche .

Pensiamo a cosa sta accadendo adesso nel mondo e in Europa, anche a causa della forte ondata di immigrazione: le persone hanno paura l’una dell’altra. La nostra responsabilità è quella di diffondere un pensiero non basato sulla paura dell’altro. E per me la smart city di domani dovrebbe puntare a creare un contatto positivo fra diverse culture e religioni: l’obiettivo è abbattere le barriere culturali e condividere nella vita reale le proprie esperienze. E’ questa la smart city per me. Questa idea permea tutto il progetto con Andersen&Voll presentato qui al Salone del Mobile 2017.

Vestre è ancora oggi un’azienda che appartiene alla famiglia Vestre. Qual è il valore o l’insegnamento che le hanno trasmesso suo nonno o suo padre?

Penso che sia riassumibile nella frase “segui i tuoi sogni”. In questo senso scelgo che la nostra azienda, di proprietà della famiglia Vestre, oltre ad essere responsabile nei confronti di chi vi lavora, sia responsabile anche dell’ambiente e lo rispetti, nei processi produttivi, di trasporto e nella qualità e longevità dei suoi prodotti. Scelgo un design urbano consapevole, democratico e con un’importante funzione sociale, quella di aggregare e connettere fra loro le persone e le culture.

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