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Jean Michel Basquiat

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Avrebbe compiuto 51 anni il 22 dicembre, Jean Michel Basquiat. Nacque, infatti, in questa data nella New York del 1960, dove iniziò la sua avventura nei graffiti e nella pittura. Il suo grande merito fu indubbiamente quello di aver portato, insieme a Keith Haring, i graffiti dalla strada alle gallerie d’arte.

Il suo interesse per il disegno e per l’arte inizia a manifestarsi sin dai suoi primi anni, anche per merito di sua madre, che spesso lo portava a visitare il Metropolitan, il Brooklyn Museum e il MOMA. Seguendo le sue inclinazioni, nel 1976 s’iscrive alla City-as-School a Manhattan, scuola per ragazzi dotati cui non si addice il tradizionale metodo didattico, dove stringe amicizia con il giovane graffitista Al Diaz. Con Diaz costituirà il duo SAMO, acronimo della provocatoria frase “SAM Old shit”. Era questo un sodalizio che produsse vari graffiti nelle strade di New York e conquistò un discreto successo nell’ambiente underground. Di lì ha inizio, però, anche la dipendenza dalle droghe di Basquiat. Finita “l’epoca SAMO”, Jean Michel lascia anche gli studi e la casa di suo padre, iniziando a guadagnarsi da vivere attraverso la vendita di alcune cartoline che egli stesso disegnava e decorava. E’ così che consoce in un ristorante di Soho Andy Warhol e Henry Geldzahler. Diventa cliente fisso del Club 57 e del Mudd club, frequentati dalla Factory, da Madonna e Keith Haring.

Il suo debutto nell’arte contemporanea newyorkese avviene nel 1980 al Time Square Show, la retrospettiva organizzata da un gruppo di artisti cui partecipò anche Haring, con cui strinse un’amicizia che durò fino alla fine. Con questo evento nacquero le due nuove avanguardie della downtown, neopop e la uptwon, legata al mondo dei graffiti e del rap.

Fu qui in Italia che fu allestita la prima mostra personale dedicata a Basquiat, a Modena nel 1982 e, contemporaneamente, a New York nella galleria di Annina Nosei. Il pubblico lo apprezzò, tanto da aprirgli la strada ad una seconda retrospettiva, questa volta nella galleria di Bischofberger, in Svizzera.

Motivi ricorrenti nelle sue opere erano i colori accesi, parti del corpo, parole, spesso cancellate sapientemente per attirare l’attenzione dello spettatore. Dal 1983 inizia il suo sodalizio con Andy Warhol, che lo lancia definitivamente nel mondo dell’arte come fenomeno mondiale. L’ascesa e la fama continuano a crescere, il New York Times gli dedica una copertina. Ma insieme al successo, si aggrava la sua dipendenza dall’eroina, da cui molti suoi amici cercarono di salvarlo, senza però riuscirvi. Morì nel 1987, all’età di soli 27 anni, di overdose.

C.C.

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