Kengo Kuma racconta Van Gogh - il video | Architetto.info

Kengo Kuma racconta Van Gogh – il video

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Fino all’8 marzo 2015 Palazzo Reale a Milano ospita “Van Gogh: L’uomo e la Terra”: anche e non solo per l’allestimento curato dall’architetto Kengo Kuma (guarda l’intervista video più in basso), una mostra che si stacca dal panorama tradizionale delle – molte – esposizioni dedicate all’artista olandese proponendo uno sguardo tematico specifico, che rimanda direttamente ad Expo 2015. Le oltre 50 opere esposte, selezionate dalla curatrice Kathleen Adler, guardano all’opera di Van Gogh alla luce del rapporto tra l’uomo e l’elemento naturale, il paesaggio e l’attività agreste, il ciclo delle stagioni e il frutto della lavoro umano. Un approccio in profonda sintonia con le tematiche centrali di Expo 2015 a Milano, che non a caso aprirà i battenti a poche settimane di distanza dalla chiusura della mostra.

Per architetti e designer “Van Gogh: L’uomo e la Terra” offre un ulteriore spunto di interesse, oltre la proposta artistica – peraltro preziosa, visto che le opere scelte affiancano lavori noti, come l’Autoritratto del 1887, a disegni e bozzetti più rari. A curare l’allestimento è stato infatti l’architetto giapponese Kengo Kuma, una delle voci più originali nel panorama dell’architettura contemporanea, sicuramente tra i più attenti e sensibili nel far convergere le esigenze del ‘progetto’ con l’elemento naturale.

Sotto il segno di una profonda versatilità, che spazia da case private a istituti pubblici fino al retail design, Kengo Kuma ha fatto dell’ispirazione naturale l’elemento portante del suo approccio architettonico, che si riflette nell’uso di materiali inusuali e profondamente ‘verdi’, come il bambù o il legno, e in un’attenzione al contesto che si traduce spesso in un’apertura verso il paesaggio che diventa un dialogo positivo.

Tutte coordinate queste dello ‘stile Kuma’ che si ritrovano anche nell’allesimento della mostra milanese, curioso ‘esordio’ per l’architetto con il design espositivo (LEGGI ANCHE “Kengo Kuma per il museo Albert Kahn“) . A rimarcare la fluidità vibrante del paesaggio di Arles e dei ‘campi di grano’ c’è una struttura che supporta i quadri caratterizzata da un’ondularità atipica, in grado di generare un senso di movimento anche in uno spazio normalmente ‘statico’ come quello di una sala espositiva.

Afferma Kengo Kuma:

“Volevo in un modo o nellʼaltro ricreare allʼinterno del Palazzo Reale la campagna ondulata che Van Gogh amava tanto. Abbiamo riflettuto a lungo sul modo in cui trasmettere alla gente la morbidezza e il calore di quel paesaggio e alla fine abbiamo scelto un tessuto. Un poʼ ruvido al tatto, questo materiale ha il colore della terra e se ci si appoggia la guancia si ha persino lʼimpressione di sentirne il profumo.

I dipinti di Van Gogh saranno sospesi su questa superficie ondulata di stoffa come sospinti dalla forza straordinaria della terra. Anche gli esseri umani, in fondo, devono distaccarsi dalle cose terrene e fluttuare liberi, è così che interpreto il messaggio di Van Gogh”.

E mentre la iuta – altro ‘eco-materiale’ onnipresente nelle opere di Kuma – sostituisce la pavimentazione tradizionale rievocando un non-tempo agreste, la luce puntata dal basso proietta ombre alle spalle delle opere, come a voler invitare lo spettatore a confrontarsi da un lato con il ‘mistero Van Gogh’, e dall’altro col potere di una Terra che diventa protagonista assoluta della mostra.

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