Kengo Kuma rifa' il Musee Albert Kahn | Architetto.info

Kengo Kuma rifa’ il Musee Albert Kahn

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Nato nel 1860 e vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, il francese Albert Kahn è una figura di riferimento nella storia contemporanea, per aver dato il via, a partire dal 1909, a un ambizioso progetto iconografico: The Archives of the Planet, un’enorme collezione fotografica, durata 22 anni, che facendo uso nelle innovazioni offerte dalle tecnologie all’inizio del secolo scorso intendeva raccogliere uno sguardo il più completo possibile sul mondo e sull’umanità intera.

Il risultato è una collezione che include più di 70 mila fotografie, oltre a filmati, molti dei quali sono ospitati dal 1986 nel Musée Albert Kahn, a Boulogne-Billancourt, a sud di Parigi. Al di là dell’incommensurabile prestigio della collezione (è un museo nazionale), lo spazio ha un enorme valore per l’area verde in cui è immerso, un giardino di diversi ettari di estensione conservato perfettamente.

A quasi trent’anni di inaugurazione della struttura, è stata bandita una gara per il suo rifacimento, vinta dal megastudio giapponese di Kengo Kuma.

La forma delicatamente ripiegata del rivestimento ideato serve a enfatizzare la sua posizione angolare, e al contempo a proteggere gli accessi ai giardini attraverso spazi semi-aperti. Considerando l’importanza del giardino, l’intervento dello studio è il più possibile minimizzato, relegando al primo livello l’area per le esposizioni temporanee e lo shop e affidando al secondo piano la spettacolare vista sul parco, realizzata tramite un’ampia vetrata.

Per soddisfare la richiesta di un luogo che esplicitasse la connessione tra il nuovo e il vecchio, inoltre, lo studio ha proposto una reinterpretazione del tradizionale “engawa” giapponese, la balaustra tipica delle case nipponiche che crea la transizione tra lo spazio interno e l’esterno. A rafforzare i tratti stilistici dello studio, l’uso di schermi attraversati da pattern di assi a frequenza variabile, che svolgono funzione di ombreggiatura rafforzando il dinamismo dell’involucro.

I lavori di rifacimento prenderanno il via nel 2015, mentre la chiusura è attesa per il 2017.

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