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La Bic

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Nell’era di notebook, smartphone e tablets, parlare della biro o penna a sfera sembra quanto mai anacronistico. Tuttavia, per fortuna, la cancelleria è ancora presente sulle nostre scrivanie e se non altro è rassicurante.

La penna per antonomasia, quella che con il nome della sua marca ha addirittura quasi sostituito il sostantivo, è senza ombra di dubbio la Bic, simbolo del XX secolo, la prima penna a sfera. Ma prima di essere Bic era “biro”, fu inventata negli anni ‘30 dall’ungherese László József Bíró (1899-1985) e sostituì le penne stilografiche, che lasciavano macchie d’inchiostro. L’idea sopraggiunse all’inventore osservando un gruppo di bambini che giocava a biglie e pensò che si potesse utilizzare lo stesso sistema delle rotative per la stampa dei giornali e inserire la piccola sfera metallica nella punta della penna, che avrebbe reso più facile e fluido il procedimento di scrittura a mano. Il modello fu brevettato nel 1943 e fu allora che il “mitico” barone francese Marcel Bich entrò in scena.

Bich, infatti, perfezionò in Francia il brevetto di Biro’ e creò la penna Bic universalmente conosciuta. Proprietario dell’azienda con sede a Clichy fondata nel 1945, divenne il leader della produzione di materiale da cancelleria e di accendini usa e getta. La prima Bic, dove si nota che fu eliminata la lettera “h” finale per semplificarne la pronuncia e non creare confusione, fu presentata esattamente nel 1950. D’allora stando ai dati pubblicati nel 2005 dalla stessa azienda produttrice, sono stati prodotti ben 100 miliardi di esemplari di queste penne dal design essenziale e dalla scrittura impeccabilmente comoda.

 

C.C.

 

 

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