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La cerniera lampo o “zip”

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Elemento ormai onnipresente nella nostra vita quotidiana, non solo nell’abbigliamento, la lampo o zip ha una sua storia e un suo inventore. Sono quei piccoli lussi della modernità su cui poche volte siamo portati a interrogarci, ma sui quali vale la pena investigare, se non altro per curiosità.

Lo spunto è stato offerto negli scorsi giorni dal diddle di Google del 24 aprile, che simulando un tessuto sullo schermo, si apriva tirando giù la cerniera e rivelando la celebrazione del suo inventore Gideon Sundbäck, nato 132 anni fa.

In realtà il primo meccanismo antenato della cerniera lampo fu inventato nel 1851 da Elias Howe (1819–1867), che aveva brevettato una “chiusura automatica continua per abiti”, composta da una serie di ganci applicati a un lembo, che si impegnavano su opportune sedi poste sul lembo opposto. Howe però non mise in commercio la sua invenzione, che fu migliorata dall’ingegnere americano Whitcomb Judson (1812-1909). Judsono il 29 agosto 1893 depositò il brevetto di una “chiusura di sicurezza separabile” (clasp cocker), per sostituire stringhe di scarpe e stivali. Il prodotto fu commercializzato dalla Universal Fastener Company, fondata insieme all’uomo d’affari Lewis Walker  e con quel marchio presentò la chiusura, sempre nel 1893, alla Esposizione Mondiale di Chicago. Tuttavia, il clasp cocker non ottenne il successo sperato per l’inaffidabilità del suo meccanismo.

Solo dieci anni dopo, nel 1904, il sistema fu migliorato e venne chiamato “C Curity”, che in inglese si legge allo stesso modo di “security” (cioè sicurezza). Costruito non più a mano, ma con una macchina che lo stesso Judson aveva brevettato nel 1902, iniziò a incuriosire altri inventori, tanto che nel 1911 comparve un brevetto svizzero che assomigliava già all’attuale chiusura lampo perché non faceva più uso di ganci.

La lampo arrivò al suo ultimo perfezionamento grazie alle modifiche dello svedese Gideon Sundbäck (1880-1954), un ingegnere elettrotecnico nato in Svezia ma trasferitosi in Canada, assunto nel 1906 alla Universal Fastener Company. Grazie alle sue buone capacità nel disegno e al matrimonio con Elvira Aronson, figlia del responsabile progetti, Sundback fino divenne progettista capo della Universal, con il compito di migliorare “il fermo lungi dall’essere perfetto” di Judson.

Vedovo nel 1911, Gideon Sundbäck si immerse nei suoi progetti e nel 1913, aveva già disegnato la chiusura lampo moderna, aumentando il numero di elementi di legatura da quattro per pollice a undici e fissò la cerniera su due nastri di stoffa per semplificarne l’installazione. Il brevetto per “il fermo separabile” fu registrato nel 1917. In quello stesso anno un sarto di New York utilizzò il nuovo congegno per una cintura con tasche data in dotazione ai marinai americani e ne vennero venduti 24 mila esemplari.

E’ per tale motivo che la storia attribuisce a Sundback l’invenzione della cerniera lampo, che iniziò a essere utilizzata per indumenti militari per poi passare dopo un ventennio ad essere accettata e usata largamente nell’industria della moda, che la “consacrò” negli anni ’30.

Il nome “zip” nacque, invece, con delle galosce di gomma con la cerniera chiamate appunto Zipper Boot, della BF Goodrich Company, che ebbero un tale successo da raggiungere i 60 milioni di pezzi venduti nel 1934. Da allora “zip” passò a identificare anche la sola cerniera.

Fu Elsa Schiapparelli a usare la zip senza nasconderla nel tessuto (una moda poi ampiamente diffusa) e molti stilisti la usarono per i pantaloni maschili: “l’innovativa idea sartoriale”, come fu definita su un numero di Esquire del ’37, aveva ormai preso piede.

Un marchio che ancor oggi troviamo sulle tante cerniere lampo dei nostri oggetti quotidiani è quello YKK, Yoshida Kogyo Kabushikikaisha, fondata da Tadao Yoshida l’1 gennaio 1934 in Giappone.

La YKK può contare su 36.000 dipendenti che lavorano in 257 impianti produttivi e uffici in 66 nazioni nel mondo, produce 2 milioni di chilometri di cerniere lampo ogni anno.

Anche il mondo della musica celebrò la cerniera: nel 1971 i Rolling Stones produssero infatti l’album Sticky Fingers, sulla cui copertina, ideata dal maestro della Pop Art Andy Warhol, si trovava una cerniera lampo funzionante. Tuttavia, nelle successive edizioni dell’album la cerniera sparì, in quanto essa graffiava i dischi quando venivano impilati nel trasporto.

 

C.C.

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