La Fabrique Sonore: cos'hanno in comune origami, champagne e architettura? | Architetto.info

La Fabrique Sonore: cos’hanno in comune origami, champagne e architettura?

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Pommery, la famosissima “casa” dello champagne francese, sta ospitando il progetto intitolato “La Fabrique Sonore”, in cui l’antica arte giapponese degli origami si unisce a tecniche di design computerizzato, per dar vita ad un esperimento artistico-architettonico che coinvolge da più angolazioni gusto, vista e udito.

Si tratta di una struttura di 345 metri cubi, fatta di 285 fogli di un composto d’alluminio e polietilene, sospesa in una parte delle cave sotterranee della nota fabbrica di champagne. Il suono si amplifica in questo sistema acustico, il concetto della modulazione sonora ha basi geometriche, ispirato dal lavoro del matematico ed esperto di origami dalle forme organiche Taketoshi Nojima.

Il progetto “La Fabrique Sonore” è nato dalla collaborazione di due artisti, Ali Monemi e Robin Meier, e di un architetto, Hyoung-Gul Kook. L’aspetto affascinante dell’installazione è il suo carattere composito, in cui si fondono calcoli matematici, tradizioni culturali diverse e design: non è riducibile a mera sperimentazione. 

La grande struttura di origami funge da campana acustica, amplificando il suono prodotto dalle bollicine in una coppa di champagne, in cui è stato immerso un microfono: chi ascolta, al centro della campana, ha la sensazione di essere egli stesso immerso nella bevanda effervescente, invaso dal suono in evoluzione, che giunge dall’alto.  

C.C.

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