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La “Lanterna” di Fuksas

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Da qualche giorno a Roma, tra via del Corso e via Tomacelli, una moderna cupola di vetro e acciaio fa capolino tra i palazzi storici, ridefinendo significativamente il paesaggio urbano. Si tratta dell’intervento sul palazzo dell’Ex Unione Militare completato recentemente da Massimiliano e Doriana Fuksas, una struttura che dal piano terra attraversa i quattro livelli dell’edificio fino a emergere a copertura della terrazza panoramica, con vista sulla cupola della Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso.

La rielaborazione del contesto storico in chiave contemporanea ha influenza la scelta di un intervento leggero sugli esterni dell’edificio, il cui primo nucleo risale alla fine dell’Ottocento, mentre più corposa è stata la ridefinizione degli interni e della copertura. Il restauro degli esterni ha posto l’attenzione sul recupero e sulla valorizzazione delle originali linee architettoniche del palazzo. L’architettura delle facciate è stata messa in risalto da un intervento di light design dalle linee essenziali che conferisce un aspetto contemporaneo all’edificio mettendolo in connessione con la città.

Cuore dell’intervento è la “Lanterna”: struttura in acciaio e vetro dalla geometria triangolare che contiene i collegamenti verticali, i vani di servizio, i vani accessori e parte degli impianti. Il vuoto a tutt’altezza creato dalla cupola dona uno scorcio lungo la struttura dei vari piani interconnessi tra loro attraverso delle passerelle. Nel punto di massima altezza la Lanterna raggiunge i 7,50 mt dal livello calpestabile e ospita uno spazio panoramico di circa 300 mq. Dai punti panoramici della città la Lanterna appare, inondata dalla luce naturale, come uno specchio irregolare, mentre al passaggio delle ore notturne si illumina assumendo i contorni di una grande lampada. La suggestione è attiva anche di sera, quando le facciate dell’edificio si illuminano e diventano come la scena di un teatro, le atmosfere cambiano e il pubblico può assistere dall’esterno allo spettacolo interno di luci e colori.

Ogni piano apre al pubblico uno spazio unico contraddistinto da pavimenti decorati con ”bolle” di diversa grandezza e colore, dalle tonalità rosso, arancio, viola su base di colore bianco. Il piano terra, pensato per ospitare un grande bazar pieno di colori, oggetti e accessori e’ un grande spazio aperto e permeabile che collega via Tomacelli con l’adiacente piazza.

Per quanto riguarda l’interior, si sono scelti pezzi Fuksas concepiti come elementi ludici che ricordano giochi per bambini. Sono oggetti scultorei dalle linee fluide principalmente in vetroresina e contraddistinti dal colore bianco lucido, come tavoli, desk, pouf, espositori, trottole per abiti e accessori che si inseriscono negli ambienti espositivi. I controsoffitti si illuminano attraversando uno spettro di colori che richiamano quelli dei pavimenti. Una scala con gradini in vetro illuminati da led e con superfici specchianti collega e impreziosisce gli spazi.

Gli scavi preliminari, inoltre, hanno riportato alla luce un monumento sepolcrale databile alla prima meta’ del II secolo a.C. Il sepolcro si presenta come una struttura in blocchi di tufo e lastre di travertino con un podio alto oltre quattro metri e mezzo su cui poggia la cella, che doveva presentarsi parzialmente coperta. La fronte rivolta verso via Tomacelli e’ un dettaglio importante, poiche’ l’attuale strada corrisponde all’antico asse che conduceva al “Portus Vinarius” sul Tevere. Per conservare e valorizzare i reperti, è stata ideata una pavimentazione vetrata per regalare al visitatore uno scorcio sui resti archeologici.

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