La pelle che risponde | Architetto.info

La pelle che risponde

wpid-4192_TargetInteractiveBreezewayNightPartyPeople.jpg
image_pdf

Posseggono uno spessore sostanzialmente esiguo. Sono estensibili all’infinito. Veicolano una sensorialità elevatissima. E, soprattutto, ribaltano la personalità dell’ambiente. sì, poiché sostituiscono la semantica del design con la tecnologia allo stato puro.

Si comportano un po’ come gli affreschi dell’architettura classica: dove lo spazio tridimensionale è privo di espressività, si interviene con il linguaggio delle due dimensioni. Le superfici interattive rappresentano la frontiera più recente del design della sensorialità. Dopo la pressione meccanica sul tasto, basta lo sfioramento. L’intuizione tecnica esiste già da tempo, ma è stato il perfezionamento delle tecnologie convergenti (i LED e i sensori) a inaugurare un filone in termini compiuti ed efficaci.

Le categorie delle superfici sensibili sono tre: accensione variata dei LED dietro l’azione del sensore (attivato, a sua volta, da variazioni delle masse nell’immediato intorno), mutamento di pellicole e gel tecnici sotto l’azione di un peso (ad esempio la persona che vi cammina sopra) e immagini in proiezione animate sempre da sensori. In quest’ultimo caso si ricade sovente nell’installazione artistica, mentre nei due casi precedenti ci troviamo di fronte a un’esperienza tipologicamente border line.

Difatti, siamo lontani dalla dimensione del design vero e proprio, ma anche dalla componentistica edilizia. Alta emotività ed effetti cinetici generano un ambiente che si risolve nel suo semplice involucro. La complessità dei sistemi ci fa superare l’idea della paleo-decorazione, ma siamo ancora nella pura sfera del segno. Innanzitutto. i piani interattivi, al momento, sono ancora scevri da ogni abbinamento con altre esperienze sensoriali (ad esempio il messaggio acustico). E soprattutto non gli si attribuisce alcuno sviluppo funzionale, specie sul fronte segnaletico. La performance si limita al semplice sbalordimento visivo.

{GALLERY}

Copyright © - Riproduzione riservata
La pelle che risponde Architetto.info