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La penna che vede tutto

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La penna tradizionale emette inchiostro, quella elettronica, al contrario, ne assorbe la forma. Possiamo sintetizzare con questa metafora la funzione dello scanner manuale, che permette di rilevare quanto riportato su un foglio già esistente: un testo, una foto, degli appunti e così via.

Mentre la scansione con l’apparecchio “classico” si limita alle situazioni specialistiche (l’editoria, soprattutto per quanto concerne i grandi formati), l’acquisizione di superfici più limitate (il foglio A4) si affida sempre di più agli scanner dalle dimensioni sempre più ridotte. Anzi, lo scanner manuale sembra oramai associato a un dispositivo dalle dimensioni e dalle forme di una penna. Questa penna, anziché agire “di punta”, può essere fatta scorrere nella sua lunghezza sul foglio preesistente.

In verità, la tipologia appena descritta non è l’unica a tradurre in termini “tascabili” quel tipo di periferica. Innanzitutto la “penna” (spessissimo del tipo wireless) può memorizzare i dati ancora attraverso l’estremità, ovviamente dotata di un’apertura adeguata.

La grandezza dello scanner dipende sostanzialmente dal suo rapporto con il computer. E cioè: capacità di memoria, collegamento diretto attraverso la presa USB, possibilità di controllo attraverso la tastiera presente sul computer stesso o sulla periferica, eccetera. Per questo, permane, seppur in versione molto slim, la versione dello scanner a rullo, con il foglio che vi passa all’interno.

Invece, la soluzione dello scanner che agisce in senso fotografico, con il rilevatore sospeso su una struttura per inquadrare la doppia pagina, gioca sulla velocità dell’acquisizione.

Su queste apparecchiature della nuova generazione il design – inteso come ricerca di natura formale su elementi con forte connotazione tecnologica precostituita – interviene in senso un po’ superficiale, portando linee e soluzioni di dettaglio a un livello di somiglianza con attrezzature digitali di tutt’altro tipo, appartenenti specialmente al mondo medicale. E proprio le versioni più esili, quelle appunto simili alla penna, assomigliano pur sempre a un prodotto arcaico, dove la valenza digitale e dell’interfaccia scompare quasi del tutto.

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