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La sosta su un fiordo

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Il progetto si colloca nel cuore di uno dei sentieri più importanti e simbolo della bellezza selvaggia norvegese, e migliora l’esperienza della sosta e del godere dell’incredibile posizione incuneata nel fiordo di Geiranger, fra alti e sempre innevati monti alle spalle e il mare del Nord di fronte. Realizzato dal team di architetti guidati da Reiulf Ramstad, di Oslo, il progetto ha dedicato una grande attenzione ai materiali utilizzati e alle loro caratteristiche, che devono essere funzionali al sito e all’esigenza di essere costantemente esposti agli importanti agenti atmosferici del luogo ovvero al vento e al freddo, nonché alla salsedine del Mare del Nord. Ma l’esperienza del visitatore rimane il fulcro attorno a cui ruota il disegno della “stazione” per così dire, di sosta e di belvedere. L’architettura è caratterizzata da transizioni chiare e precise tra le zone create dall’uomo e il paesaggio naturale.

Il progetto si basa su due concetti cardine: quello di acqua come elemento dinamico, ovvero la neve che si scioglie per poi trasformarsi in acqua, processo che in questo caso avviene da monte a valle volendo identificarlo spazialmente, e il concetto di roccia come elemento statico, in opposizione dialettica con il primo. Dunque la sintesi non nega né l’uno né l’altro degli elementi da cui nasce e con cui deve rimanere in contatto; al contrario si creano una serie di relazioni che descrivono la spazialità unica del sito, lasciando ben evidente ciò è natura e ciò che è mano dell’uomo.

Il centro è dotato di una zona di ristoro oltre ovviamente a una terrazza panoramica che mantiene la caratteristiche del percorso, il sentiero di cui essa fa parte, con diversi momenti di aggetti e di vedute sulla vallata circostante. C’è anche una seconda parte coperta, costruita all’interno del terreno e che esce a sbalzo sul panorama, che ospita una piccola sala per conferenze eventi o mostre temporanee.{GALLERY}

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