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L’architettura motore di sviluppo

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Un piano per affrontare il decadimento dell’edificazione esistente privata e pubblica delle città, per l’adeguamento agli standard di sicurezza ed energetici, per il restauro dei beni culturali, per il recupero degli spazi pubblici e del verde e per l’innovazione delle reti tecnologiche: sono questi alcuni degli elementi che caratterizzano Riuso, il progetto del Consiglio Nazionale Architetti per la rigenerazione urbana sostenibile, divenuto ora il Piano Città del Governo. Un piano che, se attuato, può rappresentare un significativo acceleratore per lo sviluppo economico.

Può sembrare un paradosso, ma non lo è: proprio in questo difficile momento che il Paese sta vivendo infatti, mettendo a disposizione le nostre idee, forti e innovative, i nostri saperi, in continua evoluzione, avanzando progetti realizzabili, noi architetti possiamo avanzare proposte nate dal confronto con i cittadini e articolate tenendo conto dei loro bisogni. Possiamo tornare ad adempiere al nostro principale dovere di creare le condizioni affinché le future generazioni possano vivere in luoghi più vivibili, ma soprattutto più sicuri.

I giovani, che rappresentano il 40% della nostra professione, e gli studenti universitari devono avere la consapevolezza che “fare l’architetto” vuol dire parlare di città e di paesaggio, risolvere i problemi della condizione del patrimonio edilizio e del territorio, innovare i modelli e le tecniche dell’abitare con la finalità di rendere più vivibile l’habitat.

Proprio ai giovani colleghi è destinato Seearch, la banca dati dei progettisti italiani promossa dal Consiglio nazionale degli architetti, che consente a chiunque cerchi un architetto in Italia, di trovarlo attraverso un motore di ricerca che censisce tipologia e luogo di progetti e di realizzazioni, nonché la localizzazione dello studio professionale. Uno strumento, Seearch, per far emergere capacità, esperienze e merito e per contrastare rapporti clientelari che troppo spesso sono stati e sono, nel nostro Paese,  causa di tanta “brutta architettura”.

Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori

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