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L'arte del caffè

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In corrispondenza dell’apertura della Biennale dell’architettura di Venezia, riportiamo la nostra attenzione su un intervento dello scorso anno, ossia il bar. Il progetto era stato affidato allo scultore tedesco Tobias Rehberger, celebre per le sue installazioni tra pop e simbolismo spinto.

Differenziandosi dal carattere effimero delle esposizioni d’arte e d’architettura che si svolgono ai Giardini di Castello, il coffee shop è permanente.

In apparenza lo stile adottato da Rehberger è assai vicino al design. Egli fa ampio uso della grafica digitale, sia per quanto concerne la composizione sia per la tecnica di stampa su pellicola adesiva. Ma Rehberger non rinuncia al messaggio forte. Mentre molti designer contemporanei cercano unità di linguaggio e di forme, quasi a voler inventarsi un cliché, qui si mettono in risalto il caos e la disomogeneità come valori espressivi. Il sottofondo optical, già di per sé asimmetrico e discontinuo, viene attraversato da note di colori accesi, anche sotto forma di elementi d’arredo.

Il risultato: uno spazio vitale e dinamico, che traduce la caleidoscopicità del mondo contemporaneo.

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