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Le ‘cose in corso’ di Mark Manders

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La Collezione Maramotti a Reggio Emilia ospita la mostra “Cose in corso” di Mark Manders, l’artista olandese che può essere considerato tra i più originali ricercatori dell’arte scultorea contemporanea.

Oggetti trovati, ricostruiti o reinventati si affiancano a manufatti creati dall’artista in composizioni presentate in forma di ‘costellazioni organiche‘, che generano ulteriori interazioni tra la vita e gli oggetti, come pagine di un diario di un personalissimo percorso artistico. Oggetti che possono essere considerati ‘opere aperte‘, e che traducono la ricerca in fieri di Manders su un materiale come l’argilla, duttile, plasmabile e mobile per eccellenza, impiegato sia come calco per sviluppi successivi con altri materiali (le resine epossidiche, le fusioni) sia come materia prima con cui realizza figure umane e animali, fratturate o di sfilacciata incompletezza.

Già con il suo primo lavoro “Self-Portrait as a Building” (1986), viene richiamata una delle definizioni portanti del suo linguaggio, ovvero l’idea di “autoritratto come architettura”, intesa come trasformazione dell’esistenza dell’opera e sviluppo biografico in spazi della memoria.

La mostra presentata per la Collezione Maramotti, fin dal titolo “Cose in corso”, testimonia la continuità con le premesse del suo lavoro creativo. La mise-en-scène di questa grande installazione impiega oggetti già presenti in altri lavori (la vasca da bagno, le sedie, il corpo incompiuto che si distende sull’asse lignea poggiata alla sedia), ma che sono qui contestualizzati in modo nuovo. L’installazione è collocata su un pavimento costituito da mattonelle in ferro che crea un ambiente virtuale inscritto nello spazio espositivo. Il risultato è la creazione di una rappresentazione teatrale che, come viene indicato dallo stesso Manders, contiene una “conceptual potential narrative in a total frozen theatre”.

Per maggiori informazioni, visitare il sito.

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