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L’impermeabile “da bere”

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Un impermeabile che raccoglie la pioggia, la filtra e la rende potabile. Si chiama Raincatch ed è un invenzione che arriva dalla Danimarca, per la precisione dal Copenaghen Institute of Interaction Design, frutto dalla creatività e dell’ingegno di due studenti, Hyeona Yang e Joshua Noble.

In questi giorni questa bizzarra invenzione sta facendo il giro della rete e ha subito incuriosito esperti e appassionati di moda e design, anche se non è possibile prevedere se qualcuno deciderà di commercializzarlo e, soprattutto, di acquistarlo e utilizzarlo.

Ma come è nato Raincatch? “Abbiamo lavorato su impermeabili esistenti per rinforzare il realismo del progetto- hanno spiegato i due studenti sul sito web dell’istituto danese -, trasformandoli a sufficienza per donare loro una nuova vita e una duplice funzione”.

Il risultato è un capo che, oltre a svolgere il suo tradizionale compito di riparare dalla pioggia, possieda un sistema di raccolta e purificazione dell’acqua. 

È il colletto a raccogliere la pioggia, che poi è filtrata dal retro dell’impermeabile, dove viene purificata grazie all’azione di filtri al carbone e depuratori chimici. A quel punto, l’acqua viene immagazzinata all’altezza dei fianchi, dove il peso può essere sopportato ergonomicamente da chi indossa Raincatch senza alcuna fatica.

Dal punto di vista estetico, l’impermeabile è molto semplice e somiglia molto a una mantella, nasconde abbastanza bene il suo meccanismo interno, fatta eccezione per le cannucce che spuntano dal cappuccio e che servono a bere l’acqua potabile.

O.O.

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