Mondrian, tra neoplasticismo e design | Architetto.info

Mondrian, tra neoplasticismo e design

wpid-68_mondrian.jpg
image_pdf

Piet Mondrian è considerato il padre del design pubblicitario, per l’enorme diffusione del suo stile a griglia come struttura base per il design grafico. Ma poco ebbe a che fare con il commerciale l’artista di origini olandesi. Se le sue opere più conosciute, infatti, possono sembrare estremamente semplici da dipingere, non è affatto così. Le sue opere più conosciute rappresentano l’acmé di un viaggio concettuale nell’arte moderna.

Imitati e banalizzati, i quadri non rappresentativi di Mondrian consistono in forme rettangolari di rosso, giallo, blu o nero, all’apparenza di stesura uniforme o piatta. L’uniformità, però, è ottenuta attraverso macchie di colore. Queste opere sono il risultato di un percorso stilistico durato trent’anni.

Nei suoi primi lavori, Mondrian aderiva al Naturalismo o all’Impressionismo, dipingendo principalmente paesaggi, fiumi, mulini. Puntinismo e fauvismo influenzarono anche inizialmente le sue prime opere.

Solo successivamente, Mondrian realizzò quadri in cui si percepiscono i primi accenni all’uso dei colori primari o all’astrattismo, come ad esempio in Avond, del 1908. Proprio in quegli anni, il pittore cominciò ad interessarsi al movimento teosofico iniziato da Helena Petrovna Blavatsky nella seconda metà del XIX secolo, che sosteneva che fosse possibile raggiungere una più profonda conoscenza della natura. L’arte di Mondrian, in realtà, era sempre stata legata alla sua passione per gli studi spirituali e filosofici e così continuò ad essere per tutta la durata della sua vita.

Visse a Parigi, Londra e New York, dove morì all’età di 77 anni. Nei suoi viaggi entrò in contatto con Picasso e Braque e la scuola cubista, che lo segnò profondamente, ma che vide come un punto di partenza e non come un arrivo. Le forme geometriche e i piani incastrati fra loro entrano a far parte dell’opera di Mondrian, ma la sua non fu un’imitazione sterile. Cercava, infatti, di conciliare il cubismo con la sua ricerca spirituale e teosofica: di qui parte la sua rottura radicale con la pittura rappresentativa e l’inizio di quello che egli stesso chiamò “Neoplasticismo”, che produsse straordinari esempi come la “Composizione con Blu”. Quest’ultimo è forse il più famoso, si trova riprodotto in numerosissimi oggetti ed ispirò negli anni ’60 Yves Saint Laurent per l’abito da cocktail: “la robe Mondrian”.

C.C.

{GALLERY}

Copyright © - Riproduzione riservata
Mondrian, tra neoplasticismo e design Architetto.info