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Mutui, segnali di ripresa?

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Sebbene oggi la quantità di mutui richiesti si sia dimezzata rispetto agli anni precedenti, il bisogno di casa in Italia c’è ancora. Lo si può dedurre dai recenti dati del Barometro Crif sull’andamento dell’accesso al credito degli italiani nel 2013, tra mutui e prestiti: da una parte il dato complessivo sui dodici mesi parla di una contrazione della domanda del -3,6% rispetto al 2012, dall’altra si assiste all’incremento di richieste di dicembre 2013 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+6,5%), una crescita che prosegue per il sesto mese consecutivo.

Queste percentuali positive vanno ovviamente lette nel contesto generale della crisi di questi anni: già confrontando il dato del 2013 con due o tre anni fa, il confronto è impietoso, con un -43,9% di domande in meno rispetto al 2011 fino al tetto massimo del -54,8% del 2010.

“Purtroppo il trend che ha caratterizzato l’anno appena concluso non sorprende affatto considerate le difficoltà che coinvolgono circa 9 milioni di italiani, alle prese con una situazione di perdurante disagio occupazionale”, spiega Simone Capecchi, Direttore sales & marketing del Crif. “In particolare, la mancata crescita dei redditi reali e la conseguente contrazione del potere d’acquisto hanno ulteriormente indotto le famiglie ad adottare un approccio estremamente cauto e a rinviare gli acquisti e gli investimenti non considerati strettamente indispensabili”.

Entrando nel dettaglio dei dati, anche l’importo medio nel 2013 è sceso, pari a 127.329 euro contro i 131.445 euro dell’anno precedente, confermando così, spiega il Crif, “un trend in contrazione che perdura da diversi anni a questa parte nel tentativo da parte degli italiani di privilegiare soluzioni che gravino il meno pesantemente possibile sul bilancio famigliare”. Un meccanismo che risulta coerente anche guardando alle domande in relazione alla fascia di importo: nel 2013 è aumentata solo la classe di importi al di sotto dei 75 mila euro (+2% sul 2012), che rappresenta il 27% del totale. Resta comunque la fascia di importo tra i 100 e i 150 mila euro la prediletta, con il 28,8% delle domande. In termini di durata, la richiesta maggiore riguarda i mutui tra i 25 e i 30 anni, pari al 28,3% del totale, anche se in calo di quasi 2% rispetto al 2012.

“In Italia ci sono tutte le condizioni per riattivare il circuito del credito”, ha dichiarato Paolo Buzzetti, presidente Ance, commentando i dati del Crif. “Lo spread più basso, il minor rischio Paese e il taglio del costo del denaro, devono convincere le banche a riaprire i rubinetti del credito per famiglie e imprese, grazie anche all’accordo Abi-Cdp che mette a disposizione degli istituti di credito 5 miliardi per nuovi mutui casa.”

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