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Ddl delega appalti: ok dal Senato

Il Senato ha approvato il ddl delega sugli appalti pubblici, che ora torna alla Camera per la conclusione dell'iter. Ecco le principali novità

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Procede verso la Camera dei Deputati  l’iter del ddl delega al Governo, approvato dal Senato, per l’attuazione delle Direttive Europee sugli appalti pubblici e che di fatto culmina con la riscrittura del nuovo “Codice degli appalti pubblici e delle concessioni” e l’abrogazione delle norme esistenti.

Il testo del disegno di legge contiene importanti novità in materia di appalti pubblici e recepisce le indicazioni previste dalle nuove Direttive europee, comportando un sostanziale riordino della disciplina attualmente vigente in materia.

I criteri della delega, che confluiranno nel nuovo “Codice degli appalti pubblici e delle concessioni” lambiscono svariati settori. Si parla di interventi innovativi nel settore delle infrastrutture e degli insediamenti strategici produttivi di interesse nazionale, senza, peraltro, tralasciare la previsione di interventi in materia ambientale, come ad esempio la mitigazione del rischio idrogeologico, anche al fine di evitare il ricorso a sistemi derogatori rispetto alla disciplina ordinaria.

Altro argomento, all’attenzione della Camera dei Deputati, è la razionalizzazione delle procedure di spesa, da realizzare attraverso il sistema virtuoso del contenimento dei tempi unito alla necessità di prevedere forme adeguate di verifica dei flussi finanziari.

A corollario, si prevede una completa revisione del sistema di qualificazione degli operatori economici, introducendo criteri premiali basati su parametri oggettivamente misurabili, garantendo omogeneità e trasparenza, con grande ampliamento dei poteri dell’Autorità anticorruzione (ANAC).

Lo stesso concetto di trasparenza, filo conduttore della delega al Governo, unito al sistema della pubblicità, si trova anche come criterio cardine nelle procedure di gara, come strumento di lotta alla corruzione e per garantire la più ampia partecipazione a tutti i portatori di interessi qualificati, nell’ambito dei processi decisionali finalizzati alla programmazione e all’aggiudicazione di appalti pubblici e concessioni.

Il nuovo sistema virtuoso, inoltre, prevede la riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti e la semplificazione delle procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti, la razionalizzazione e l’estensione delle forme di partenariato pubblico privato (PPP), anche attraverso il ricorso a strumenti di carattere finanziario innovativi e specifici, la richiesta di una disciplina organica della materia delle concessioni, nonché l’individuazione, per le procedure di affidamento, di modalità che garantiscano livelli minimi di concorrenzialità.

Non si manca di guardare anche agli aspetti giudiziari e la razionalizzazione delle controversie attraverso rimedi alternativi a quello giuridizionale, potrebbe rappresentare una valida soluzione anche per le controversie in materia di esecuzione del contratto.

Nel testo approvato, infine, si tiene in considerazione il miglioramento delle condizioni dì accesso al mercato degli appalti pubblici e delle concessioni per le piccole e medie imprese e per le imprese di nuova costituzione.

Il recepimento della nuova normativa europea costituisce un’importante occasione per rivedere e razionalizzare la materia nel suo complesso. Tutto ciò per creare un sistema più snello, trasparente ed efficace e garantire la certezza giuridica nel settore e un’effettiva concorrenza e condizioni di parità tra gli operatori economici, assecondando un approccio alla disciplina degli appalti e delle concessioni sostanzialmente diverso da quello previsto nell’attuale contesto normativo, caratterizzato da una regolamentazione forse troppo puntuale.

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