Oxygen eco-tower, una torre 'verde' per Jakarta | Architetto.info

Oxygen eco-tower, una torre ‘verde’ per Jakarta

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Una costellazione di ville verticali con rigogliosi giardini tropicali, sviluppate su 75 piani e 277 metri di altezza circondate da 61.000 mq di parco. Questa è Oxygen eco-tower, una torre residenziale pensata per essere un simbolo del Made in Italy nel mondo. Il progettista, Massimo Roj di Progetto Cmr nel presentarla al Mipim di Cannes ha spiegato come il progetto sia nato dall’esigenza di rispondere alla richiesta di un developer indonesiano di Jakarta per la realizzazione di ville con giardini che potessero essere collocate nel centro urbano. 

Il progetto si è successivamente sviluppato coinvolgendo le più note aziende italiane di ingegneria come Tecnimont Civil Construction, Permasteelisa Group e Cimolai e una folta rappresentanza del made in Italy per materiali, finiture interne, impianti e arredi: Aermec, Artemide, Bisazza, Ceramica Sant’Agostino, Composit, Fiamm, Fiandre, Giacomini, iGuzzini, Italcementi, Jacuzzi, Listone Giordano, Lualdi, Mamoli, Margraf, Natuzzi, Nidec, Oikos, Olivari, Pieratonio Bonacina, Poltrona Frau, Technogym & Starpool, Teuco, Vanucci Piante e Vimar. L’intento è stato quello di proporre sul mercato un prodotto finito chiavi in mano che rappresentasse il made in Italy nel mondo.

Il progetto tipo di 75 piani, che potrebbe essere realizzato in 3 anni, pensato per essere costruito a Jakarta, è stato presentato al Mipim di Cannes per cercare altri potenziali sviluppatori per costruirla in altre città del mondo. La torre, declinabile anche in diverse altezze che vanno dagli 85 metri ai 20 piani, è costituita dalla sovrapposizione di due tipologie di ville (200 e 400 mq) e quattro diverse sagome di giardini, pensati per un clima tropicale, la cui ripetizione in sequenza e specchiata crea uno spazio vivo e in continua in trasformazione.

Il concept design messo a punto dall’architetto Massimo Roj si sviluppa dal modello geometrico di un fiore che cresce verso l’alto, compito di Tecnimont Civil Construction, è stato quello di tradurlo in realtà in una zona fortemente sismica.

La forma organica alla base di ciascun piano determina la differenza di metratura degli spazi sia abitativi che funzionali: un terzo circa della torre ospiterà tre ville di 200 mq l’una (Rialto Typologies) arricchite da uno spazio verde di 300 mq; la parte centrale della torre ospiterà le tipologie Amarcord e Dolcevita con giardini privati fino a 450 mq. Gli ultimi piani ospiteranno un’unica villa di 400 mq (Miramare Typologies) con un grande giardino di dimensione variabile da circa 700 mq a 900 mq.

Le peculiarità principali dal punto di vista strutturale sono proprio l’elevazione dell’edificio; la forma irregolare in pianta (a ogni piano 2 o 3 appartamenti si sviluppano a forma di petalo attorno a un nucleo centrale triangolare ) e in elevazione ( si parte da una forma a goccia che diventa 3 petali di fiore fino a metà altezza e poi un 2 petali di fiore fino alla sommità dell’edificio) e la funzione residenziale con i giardini aperti nei terrazzi a sbalzo a ogni piano.

La resistenza alle forze orizzontali viene assegnata invece  a un nucleo centrale di forma triangolare in setti di calcestruzzo di spessore di circa 1m. Pareti aggiuntive all’interno e all’esterno del nucleo funzionano come contrafforti per aumentare la rigidità. Il nucleo supporta anche i carichi verticali relative alle scale e ai corridoi interni ed i carichi verticali delle aree adiacenti degli appartamenti. 
I carichi verticali restanti degli appartamenti e dei balconi sono supportati da sistemi a telaio, uno per ogni petalo dell’edificio, costituiti da colonne e travi a formare una griglia regolare. Muri agli angoli potrebbero essere aggiunti a sostenere i significativi carichi a sbalzo.

Ma la torre Oxygen si propone di essere anche un vero e proprio esempio di green building, grazie a soluzioni tecniche che permettono una forte sinergia con l’ambiente utilizzando al massimo le energie naturali. L’intera copertura della torre è predisposta per l’auto-produzione di energia elettrica attraverso pannelli fotovoltaici; il riscaldamento e il raffrescamento dell’edificio sono assicurati da un sistema geotermico, capace di eliminare le emissioni di anidride carbonica; un sistema di ventilazione centralizzato filtra l’aria esterna e la restituisce all’interno deumidificata e refrigerata assicurando la corretta temperatura all’interno dell’edificio in modo naturale; l’uso intelligente e rigenerativo dell’energia utilizzata per i sistemi di elevazione consente un considerevole risparmio energetico; vasche di raccolta dell’acqua piovana soddisfano le necessità di acqua non potabile preservando così le falde acquifere e i pozzi. 

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L’autore


Cristiana Chiorino

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica (Politecnico di Torino), Chiorino è dal 2005 è vicecaporedattore del mensile “ll Giornale dell’Architettura”, per cui è responsabile della sezione notizie (Italia e Mondo). Dal 2007 ha curato gli allegati “Il magazine dell’architettura” (selezione di articoli dalla stampa internazionale) e il “Rapporto annuale restauro”. Ha partecipato all’organizzazione scientifica di importanti mostre dedicate ad architetti italiani moderni, tra cui “Carlo Mollino Architetto”(Torino, 2006) e la mostra internazionale “Pier Luigi Nervi: Architettura come sfida” (Bruxelles, Biennale di Architettura di Venezia e MAXXI Roma 2010, Torino e Copenhagen 2011, Mantova e Salerno 2012, Losanna e Zurigo 2013, Nord America 2014). Collabora con l’associazione Pln – Pier Luigi Nervi Project, costituita dagli eredi del celebre protagonista dell’ingegneria italiana con una consulenza sulla tutela della sua eredità culturale e del patrimonio delle sue opere. Ha scritto articoli e partecipato a diversi convegni sulla sensibilizzazione alla tutela dell’architettura del Novecento, tema che ha sviluppato e approfondito con il master “Sauvegarde du patrimoine bâti moderne et contemporain” presso l’Institut d’Architecture dell’Università di Ginevra nel 2003. Dal 2011 è membro del consiglio direttivo di Docomomo Italia, sezione italiana dell’istituzione internazionale dedita alla documentazione e conservazione dell’architettura del Movimento moderno.

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