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Penny: il mangiadischi

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Una linea “pop”, giocosa, allegra allo stesso tempo sensuale. Il mangiadischi è uno degli emblemi degli albori della civiltà dei consumi, un vero divoratore di quei dischi buttati sul mercato a getto continuo, che a sua volta verrà consumato dalla sua stessa enorme diffusione.

Siamo negli anni ’60 e il panorama sociale passa attraverso una delle fasi di cambiamento più importante e significativa degli ultimi tempi. E’ in questo periodo che nasce quello che viene comunemente considerato “antenato del walkman”: il mangiadischi portatile.

E forse non a caso proprio in questo periodo una delle canzoni più in voga è “Dancing in the Streets”, originariamente registrata dal gruppo femminile Martha and the Vandellas e diventata famosa dopo esser stata registrata in duetto da David Bowie e Mick Jagger. Con questo nuovo strumento elettronico la musica può essere ascoltata, portata e ballata davvero ovunque. In quel periodo le feste da ballo diventano infatti, grazie al mangiadischi, pratiche, sempre più spontanee e improvvisate.

Nel 1966 Irradio chiede a Mario Bellini di dare forma a un giradischi portatile: nasce in questo momento il “mangiadischi”, un oggetto mai visto prima che diventa simbolo di un’intera generazione. A Irradiette seguirà due anni dopo Fonorette e, sempre nel 1968 il mitico Pop per Minerva e Grundig. Essi accompagneranno una intera generazione di giovani.

Un guscio di plastica racchiudeva all’interno le componenti elettroniche, con ben pochi riferimenti visivi a quanto accade all’interno. Il disco a 45 giri veniva infilato in un apposito spazio nella parte superiore e poteva essere riprodotto sia quando il mangiadischi era in posizione verticale sia quando era in posizione orizzontale. La maniglia, infine, consentiva il comodo trasporto.

Tra il 1975 e il 1988 si diffonde poi il modello Penny con un aspetto compatto e con dei buchi nella parte al di sopra dell’altoparlante e una scelta di colori ancora più vasta: arancione, celeste, rosso, verde, giallo. Il motore del mangiadischi si spegneva automaticamente alla fine della canzone e alcuni modelli avevano anche l’autoespulsione.

L’ultima versione risale ai primi anni ’90, con alcune “innovazioni” estetiche: una griglia altoparlante più aperta e alcuni fori tappati.Ma lo storico mangiadischi Penny è sempre uguale.

Tramontato il mercato dei 45 giri, anche il mangiadischi ha dovuto abbandonare la scena, per tornare, soprattutto negli ultimi anni, come simbolo, come oggetto-cult, di design. Come oggetto che sicuramente non è mai uscito dai ricordi di chi lo ha vissuto, toccato, ascoltato, amato.

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