Piero Brombin: Il mito, l'inganno, il gioco | Architetto.info

Piero Brombin: Il mito, l'inganno, il gioco

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L’opera di Piero Brombin, scenografo, artista e designer padovano, viene documentata attraverso un complesso percorso espositivo, lungo il quale il visitatore potrà ripercorrere le tappe fondamentali del suo percorso formativo e creativo.

Ricerche e progetti svolti nel campo delle arti visive, assieme a prototipi, opere pittoriche, fotomontaggi, offrono un’ampia documentazione della sua attività a partire dagli anni Cinquanta fino al 2010.

Assieme alle opere di Brombin trovano spazio opere che illustrano l’attività dei suoi compagni di viaggio, da Gaetano Pesce a Tobia Scarpa, da Ettore Sottsass a Bruno Zevi e molti altri.

“Il Mito, l’inganno, il gioco – 50 Years On The Road Of Art” allude al “labirinto” di idee, di opere grafiche, pittoriche, progettuali, performative, letterarie, poetiche” della produzione artistica di Piero Brombin. Un titolo che configura un soggetto che vuole mimare i buoni propositi dell’architettura allineata, seminando il virus dell’ironia, dell’inganno, marcando le differenze e i confini tra questa e l’arte a favore dell’utopia e il gioco dichiarando: l’arte è una.

La mostra evento di Piero Brombin occupa gli spazi dell’Agorà del Centro Culturale Altinate/San Gaetano di Padova ed è una mostra in progress, come ama dire il protagonista Brombin, uno spazio di architettura, utopia e arte che testimonia i cinquant’anni “sulla strada dell’arte”.

“In progress – spiega Brombin – significa che sull’impianto definito continuamente vengono realizzati interventi, variazioni. Ma la cosa più importante – sottolinea – è che la mostra prevede uno spazio per ospitare opere e proposte di giovani artisti.”

La mostra è un contenitore di produzioni artistiche ed è essa stessa un prodotto artistico. Brombin antepone al percorso espositivo una parete d’acciaio a sostegno di una cascata d’acqua squarciata, che trasporta il visitatore nell’area retrostante dove attende il Minotauro ferito a morte.

Dalla cascata, pensata come nuovo territorio da abitare, emergono appoggiati su piattaforme gonfiabili i progetti ispirati al tema dell’acqua: “Museo dell’acqua” (1990) pensato per il Bacino di San Marco a Venezia e trasferito nell’Hudson River per le Celebrazioni del Columbus Day (1992), la “House on the Water” (2005); “Le Architetture Galleggianti” (2008).

di O.O.

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