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Pong, alle origini dei videogiochi

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Ripensare a Pong oggi, nell’era del gaming più spericolato, del 3d e del 4d, suscita una sincera tenerezza. Eppure Pong, una delle primissime creature dell’Atari, è molto più di un “oggetto da museo”, dall’influenza incalcolabile sull’era contemporanea. Oltre i confini del videogame, è rimasto il simbolo di una fase cruciale del secolo scorso: quella in cui l’apparecchio televisivo inizia a “mutare” funzione, istigando all’interattività.

Prima ancora dell’arrivo del video e delle consolle, Pong era una grossa scatola di legno che ospitava un comune televisore in bianco e nero. Il gioco, attivato tramite una moneta, è semplicissimo: una linea bianca verticale separa le aree dei due giocatori a metà, emulando il tavolo da ping pong (che dà il nome al gioco), mentre un punto bianco equivalente alla pallina rimbalza da sinistra a destra. Un movimento essenziale ed ipnotico in grado di protrarsi praticamente all’infinito, finché uno dei due giocatori (umano vs computer o umano vs umano) crolla.

Sebbene la prima versione di emulatore del ping pong risalga alla fine degli anni Sessanta (“Odyssey”, prodotto dalla Magnavox senza successo), è il giovane Nolan Bushnell, in seguito fondatore della Atari, a produrre il primo Pong nel 1972. Grazie a una serie di migliorie tecniche, nel 1975 verrà lanciata la versione domestica.

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A quarant’anni dalla sua nascita, Pong non ha perso il suo fascino originario. Al contrario, la sua assoluta essenzialità è stata reinterpretata e omaggiata, talvolta con un po’ di genuina nostalgia, dal mondo della comunicazione visiva. È comparso più volte in programmi tv “vintage” come That ’70 Show e Saturday Night Live; è diventato un orologio di design di culto elaborato dall’olandese Buro Vormkrijgers; diversi videogame più recenti l’hanno citato e talvolta integrato, come la versione Space di Angry Birds.

E se il divertente film Disney Ralph Spaccatutto (in uscita a Natale 2012 in Italia) ha incluso “Paddle 1” e “Paddle 2” (i due player) tra i personaggi principali, è della band musicale Air l’omaggio più intelligente in assoluto: il video di “Kelly, Watch the Stars!”, nel quale la partita a Pong dei due musicisti francesi influenza direttamente la sfida di due atlete professioniste in una grande gara internazionale.

Per il compleanno di un cult tanto importante, Atari ha voluto fare le cose in grande, allestendo sulla facciata dell’hotel Downtown Marriott di Kansas City una “partita luminosa” di Pong. Forse la più grande al mondo, certamente non l’ultima.

 

V.R.

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