Ponte di Calatrava, archistar ‘bocciato' dalla Cassazione | Architetto.info

Ponte di Calatrava, archistar ‘bocciato’ dalla Cassazione

wpid-24753_CopiadiDSC.jpg
image_pdf

Dopo aver donato, nel 1996, il progetto Quarto ponte sul Canal Grande al Comune di Venezia, a Santiago Calatrava era stata affidata “la sola consulenza artistica e che, in ogni caso, giammai né aveva avuto la gestione diretta di denaro pubblico, né aveva potuto concretamente influire sulla stessa”. E, ancora “era totalmente estraneo all’approvazione delle perizie di variante e ai maggiori costi di manutenzione, oggetto di contestazione”.

Questa la tesi difensiva sostenuta dai legali dell’architetto catalano che però non ha convinto i giudici della Corte di Cassazione che hanno respinto il ricorso con il quale Calatrava ha cercato di sottrarsi al processo per danni contabili in corso davanti alla Corte dei Conti del Veneto, che gli ha chiesto quasi 4 milioni di euro di risarcimento per la lievitazione dei costi dell’opera.

Ad avviso della Suprema Corte, infatti, Calatrava era anche il direttore dei lavori, ricordando all’archistar che i “già penetranti compiti a lui conferiti in precedenza vennero ulteriormente implementati con provvedimento dirigenziale del 16 maggio 2003 in relazione all’incarico di consulente alla direzione dei lavori”. Tali compiti concernevano, tra l’altro, “il controllo di eventuali integrazioni e modificazioni di dettaglio proposte dall’appaltatore, il controllo architettonico degli elaborati costruttivi di officina, i sopralluoghi in cantiere finalizzati a verificare la corretta interpretazione del progetto”.

A seguito di questa decisione, depositata il 22 settembre 2014, il prossimo 13 novembre potrà riprendere il procedimento a carico dell’archistar.

Copyright © - Riproduzione riservata
Ponte di Calatrava, archistar ‘bocciato’ dalla Cassazione Architetto.info