Accanimento politico bipartisan contro Architetti e Ingegneri | Architetto.info

Accanimento politico bipartisan contro Architetti e Ingegneri

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Protesta di Inarsind contro la classe politica che trascura le libere professioni e se se ne occupa interviene senza “un progetto” creando solo inutili tensioni.

Dopo la sciagurata riforma dell’Università, varata da Bellinguer,  che ha introdotto il famigerato 3 + 2, dopo le liberalizzazioni di Bersani che senza una soluzione alternativa una mattina ha eliminato i minimi tariffari lasciando nello sconcerto liberi professionisti e funzionari delle P.A  e che scatenato una vergognosa corsa al ribasso di cui ancora dobbiamo vedere i perversi effetti nelle opere pubbliche realizzate con progetti con onorari  ribassati anche del 70%,  dopo la catastrofe voluta, certamente in buona fede, dalla sinistra anche la destra  o  meglio alcuni onorevoli di destra,  provano a distruggere in modo assolutamente casuale quello che resta delle libere professioni e più segnatamente  delle professioni tecniche svolte dai laureati Architetti ed Ingegneri.

In particolare mi riferisco a quattro progetti di legge che hanno creato non poco sconcerto nelle categorie interessate, più precisamente:

  1. La proposta di legge  n° 503 presentata in data 29 Aprile 2008 dalla On. Avv. Maria Grazia Siliquini “Disciplina delle libere professioni” recentemente esaminata dalle Commissioni Giustizia e Attività Produttive, in seduta congiunta che hanno separato (giustamente)  la riforma delle professioni ordinistiche da quella che riguarda le associazioni
  2. Il Ddl 1865 presentato in data 10 Novembre 2009 dalla senatrice siciliana Arch. Simona Vicari recante “Disposizioni in materia di competenze professionali dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23”.
  3. Il  Ddl 3493 presentato, in data 20 Maggio 2010  dal Parlamentare romano On. Avv. Daniele Toto recante ” Disposizioni in materia di competenze professionali dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L 23, nonché di pratica professionale e accesso all’albo dei geometri”
  4. La Proposta di legge 3522 presentata in data 1 Giugno 2010 dal Parlamentare romano On. Dott. Aldo Di Biagio  “Delega al Governo per l’istituzione dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei liberi professionisti

Partendo dal presupposto che nel Parlamento o nel Senato Italiano le leggi di iniziativa parlamentare raramente arrivano in porto e che, come sostengono i parlamentari con maggiore esperienza,  “un progetto di legge non si nega a nessuno” dobbiamo purtroppo rilevare che all’interno delle quattro  proposte sopramenzionate c’è una filosofia comune tendente, a nostro avviso,  a limitare, se non ad abolire,  il valore legale della laurea, ad aumentare in modo sconsiderato  le competenze dei tecnici diplomati, a deregolamentare le professioni intellettuali,  a conglobare il più possibile professioni con caratteristiche assai diverse (ad esempio notai e farmacisti con architetti e medici)   e addirittura unificare  le singole casse di previdenza che vivono in totale autonomia economica  ( senza nessun tipo di finanziamenti diretti o indiretti da parte dello Stato) con la scusa che un’unica cassa consentirebbe un’economia di scala soprattutto per quanto riguarda la riduzione dei consigli di amministrazione mentre proprio “i politici” da anni si rifiutano  di ridurre le provincie, le municipalità, i consigli di quartiere, gli enti inutili (anzi utili solo a distribuire prebende) questi sì con costi enormi pagati  per intero dalla  collettività.

Ovviamente comprendiamo che pochi Onorevoli non rappresentano un partito né  la maggioranza o l’opposizione e che spesso le lobby più pressanti ottengono i migliori risultati. Non riusciamo comunque  a intendere  come, dopo la  proposta di legge dell’ Onorevole Vicari, fra l’altro  collega architetto, che ha creato enormi polemiche perché prevedeva che si dovessero intendere modeste costruzioni edifici di 5.000 mc (si parla in sostanza di un palazzo di circa 50 vani più servizi ed accessori ovvero un edificio di superficie di oltre 400 mq per 4 piani di altezza oltre gli ambienti interrati) proposta  in qualche modo fermata “per approfondimenti” dai Consigli Nazionali di Architetti Ingegneri, Geometri e Periti,  un altro Onorevole, l’Avvocato Toto, ha pensato di ripresentare sostanzialmente  la stessa proposta (a dire il vero il concetto di modesta costruzione si è abbassato di poco: 4.500 mc) aggravata dal fatto che queste competenze potrebbero, se la legge venisse approvata,  essere svolte anche in  “zona a rischio sismico non elevato  per edifici con non più di tre piani fuori terra oltre al piano interrato o seminterrato e in  zona a rischio sismico elevato per edifici con  non più di due piani fuori terra, oltre al piano interrato o seminterrato. Crediamo che la “buona politica” debba impedire queste azioni che non sottostanno ad alcun “disegno organico” di riforma. Soprattutto in  questo momento in cui il Ministro della Giustizia, On. Angelino Alfano, si è dichiarato intenzionato a condurre in porto  la riforma delle professioni, attesa da oltre 25 anni,  entro la  fine della legislatura.

Certo noi liberi professionisti tecnici abbiamo le nostre colpe soprattutto perché fino ad oggi non abbiamo supportato con proposte adeguate   la politica e anzi siamo stati “disuniti” su tutto,  ma ritengo che non meritiamo comunque  questo tipo di trattamento. In fondo siamo una parte importante  di quelle due milioni di partite iva  che producono, unica categoria  in Italia senza alcun sostegno dello stato,  il 12,8% del PIL di una nazione che si ostina ad ostacolare immotivatamente  lo sviluppo delle professioni tecniche che sono l’unico vero mezzo per  sostenere l’innovazione e la crescita del sistema “paese”.
Per illustrare questo ed altri problemi, che in questo momento assillano la categoria,   Inarsind ha chiesto un incontro urgente con il  Ministro della Giustizia e con i Capigruppo di Camera e Senato.

Ing. Salvo Garofalo
Presidente Inarsind
Sindacato Nazionale di Architetti ed Ingegneri liberi professionisti

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