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AL VOTO AL VOTO! (UNO SGUARDO DAL PONTE)

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AL VOTO AL VOTO! (UNO SGUARDO DAL PONTE)
di Giuseppe Bassi – Segretario INARSIND

Colleghi architetti e ingegneri è in corso il rinnovo dei Consigli degli Ordini provinciali: al massimo per metà ottobre avremo i nuovi Consigli che, tra l’ altro, saranno il preambolo per il rinnovo dei Consigli Nazionali. Non si hanno molte certezze sulle modalità di voto e anzi, una ragionevole tranquillità non vi è su quasi nulla quanto scritto nell’ incredibile regolamento, che, peraltro, è l’ esito di una immane fatica di anni e anni di mediazioni, scritture, trattative, rinvii, ecc. ecc. ma non importa! Ora che possiamo tornare ad esprimere scelte e preferenze, beh ora ritroviamo il profumo inebriante della libertà di giudizio … Che meraviglia! Dopo le reiterate e sfacciate proroghe che ci avevano fatto pensare di essere involontariamente caduti in un mondo così perfetto da non aver bisogno di inutili rinnovi elettorali, ora invece possiamo mandare un piccolo segnale a Lor Signori. Eh sì, perché succede che moltissimi Consigli uscenti, non paghi di un governo durato oltre il doppio rispetto al mandato ricevuto, si sono beatamente ripresentati quasi al completo. Forse abbiamo trovato i Consigli perfetti? Nonostante la chiara spinta al rinnovamento delle persone e alla necessità di alternanza in questi ruoli istituzionali così come suggerito nel regolamento (che prevede due mandati consecutivi al massimo), moltissimi egregi colleghi Presidenti e Consiglieri hanno ritenuto che questa fase di passaggio della nostra vita professionale non potesse svolgersi al meglio senza la loro responsabile vigilanza e supervisione. Grazie! Grazie di cuore! Pur così fortunati, ci troviamo pur sempre liberi professionisti nella nebbia in mezzo al fiume, e perciò diamo un rapidissimo sguardo dal ponte per capire dove andare, e come fare per giungere sicuri dall’ altra parte del nostro viaggio, perché un’ altra parte, un futuro ragionevole intendo, ci deve pur essere. Coloro che noi scegliamo per gestire gli Ordini, in fin dei conti, danno una sostanziale legittimazione alla complessiva politica della categoria. Dunque, per esempio: riforma dell’ Ordinamento? Fatta, fatta, … cioè . no veramente, siamo ancora punto a capo. Regolamento elettorale e competenze triennali/quinquennali? OK, fatto, fatto. .. cioè no, … anche qui non proprio fatto, anzi sul regolamento stendiamo un velo più che pietoso, sulla questione con delle competenze nessun passo in avanti . Va beh, ma almeno ci siamo fatti valere in Europa, abbiamo anche l’ ufficio a Bruxelles! . la direttiva europea per esempio … no, ecco, veramente non sarebbe proprio così, la direttiva metterà in discussione tutto il nostro sistema ordinistico . Oh insomma, quante storie, per fortuna è andata meglio con la legislazione italiana, che abbiamo così ben calvalcato . per esempio la legislazione sismica . mah . forse non è proprio un bell’ esempio, non è che gli Ordini e i Consigli Nazionali abbiamo colto subito la questione e si siano poi attivati con profitto . Eccetera. Eccetera. Eccetera. Signori, ho citato solo alcune delle questioni della nostra vita professionale di questi ultimi anni (e del nostro futuro!): il quadro di macerie che abbiamo alle spalle è veramente desolante. Nonostante molte buone volontà e il lavoro di decine e decine di colleghi ottimi consiglieri dell’ Ordine, l’ immagine di noi che si è consolidata presso il mondo istituzionale, politico e dell’ informazione, non è mai stata così modesta, così presupponente ma così vuota, chiusa su sé stessa, carente di un qualsiasi progetto. Ci attendono fasi delicatissime di transizione, al termine delle quali dobbiamo solo sperare di ritrovarci . sopravvivendo alla concorrenza interna ed estera, concorrenza impari, che mortifica i nostri veri patrimoni, e cioè capacità e competenza. Non dimentichiamo tutto ciò, colleghi! Se è possibile, modifichiamo i rapporti di forza negli Ordini, e in questi giorni alle urne votiamo per rinnovare temi, metodi, persone. Il futuro sarà comunque difficile, ma almeno proviamo a darci una prospettiva di speranza! Non ammainiamo la bandiera di fronte a una annunciata debacle professionale alla quale ci hanno portato le presunzioni, incapacità e meschinerie dei soliti noti!
Quindi, al voto: altri temi, altri metodi, altre persone. Il Sindacato è al vostro fianco. In alto i cuori.

Giuseppe Bassi – Segretario Nazionale InArSind

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