Appalti pubblici di ingegneria e architettura, -10,8% nel primo trimestre 2015 | Architetto.info

Appalti pubblici di ingegneria e architettura, -10,8% nel primo trimestre 2015

L'ultimo aggiornamento Oice-Informatel conferma il confronto negativo con le cifre 'eccezionali' del 2014. Ma la situazione resta ottimista

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Il bilancio del primo trimestre del 2015 delle gare pubbliche di ingegneria e architettura è negativo: -10,8% in valore e -0,5% in numero rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; allo stesso tempo il rapporto con il primo trimestre del 2012 e del 2013 è fortemente in attivo, +41,6% e +50,6%. Viene così confermata la tendenza rilevata già nei primi mesi dell’anno, di un’annata che – pur non potendo competere con le cifre eccezionalmente alte del 2014 – resta tendenzialmente positiva.
Ad affermarlo è l’ultimo aggiornamento dell’osservatorio Oice-Informatel. In dettaglio, al 31 marzo 2015 le gare per servizi di ingegneria e architettura rilevate nel mese sono state 365 (di cui 30 sopra soglia), per un importo di 30,6 milioni di euro (15,3 sopra soglia, 15,3 sotto soglia). Rispetto al mese di marzo 2014 il numero delle gare cresce del 20,1% (-3,2% sopra soglia e +22,7% sotto soglia) e il loro valore cala del 21,1% (-41,1% sopra soglia e +19,3% sotto soglia).
Negativo, come già detto, il confronto tra il primo trimestre 2015 e 2014: nei mesi di gennaio-marzo 2015 sono state bandite 919 gare per un importo complessivo di 109,0 milioni di euro che, nei confronti del primo trimestre 2014, mostrano cali dello 0,5% nel numero (+41,1% sopra soglia e -3,2% sotto soglia) e del 10,8% nel valore (-18,1% sopra soglia e +8,9% sotto soglia).
Da segnalare la pubblicazione, dopo cinque anni dalla precedente del 2010, di una gara per contraente generale da parte dell’Autorità Portuale di Ravenna, con un valore di 163 milioni di euro.
Sono sempre troppo alti i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate. In base ai dati raccolti fino a marzo il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2013 è al 35,6%; per le gare indette nel 2014 scende al 30,4%.
Passando al mercato europeo dei servizi di ingegneria e architettura, per gare pubblicate nella gazzetta comunitaria, si rileva che il numero delle gare italiane è passato dalle 56 dei primi tre mesi 2014 alle 79 del 2015: +41,1%. Nell’insieme dei paesi dell’Unione Europea il numero dei bandi per servizi di ingegneria e architettura mostra nel primo trimestre 2015 una crescita dell’11,5%. Rispetto al totale delle gare pubblicate dai principali paesi europei il numero di quelle italiane rimane comunque molto modesto, solo il 2,1%. Si tratta di un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 35,6%, Germania 20,8%, Polonia 9,5%, Svezia 4,5%, Gran Bretagna 4,2%.
L’andamento delle gare miste, cioè di progettazione e costruzione insieme (appalti integrati, general contracting, project financing, concessioni di realizzazione e gestione), cala in valore e cresce in numero: il valore messo in gara tra gennaio e marzo scende del 25,0% rispetto ai primi tre mesi del 2014, mentre il numero sale del 12,5%. Nel trimestre anche gli appalti integrati, considerati da soli, hanno lo stesso andamento: calano del 37,6% in valore e crescono dell’11,3% in numero. Il valore dei servizi di ingegneria e architettura compreso nei bandi per appalti integrati rilevati nel mese di marzo è stato di circa 9,7 milioni di euro.

“Nonostante il confronto tra il primo trimestre 2015 e il primo trimestre 2014 sia negativo – ha dichiarato Patrizia Lotti, Presidente Oice – quello con il primo trimestre 2013 è molto positivo, +50,6%, come quello con il primo trimestre 2012, +41,6%; di conseguenza il mercato rimane su una intonazione positiva, ed è necessario fare di tutto per rafforzarla. Al di là di questa battuta di arresto, occorre quindi cogliere i segnali positivi relativi all’aumento del numero delle gare, segnali che vanno rafforzati, ad esempio, con un quadro di regole più snello, efficace ed efficiente e con scelte coraggiose del nostro legislatore. Siamo ottimisti perché la scorsa settimana il lavoro dei senatori sul ddl delega appalti è entrato nel vivo con un nuovo testo-base e con gli emendamenti. L’impressione è che si sia imboccata la strada giusta; siamo molto soddisfatti che la battaglia dell’Oice per la limitazione dell’appalto integrato, iniziata dieci anni fa in solitaria e adesso da molti cavalcata, stia dando i suoi frutti, visto che il legislatore ha compreso che l’istituto va riportato alle sue corrette caratteristiche e che la liberalizzazione del 2006 è stata un profondo errore.” 
Ma non sono soltanto questi i punti di merito del lavoro sul ddl delega appalti: “Molto apprezzabili – ha continuato Patrizia Lotti  – sono anche le scelte compiute con il testo base dei relatori rispetto alle commissioni giudicatrici, per le quali avevamo chiesto un albo gestito da Anac in assoluta autonomia e senza ingerenze né politiche, né di ordini professionali, come accade oggi; positivi sono anche i segnali sull’introduzione di criteri reputazionali e sulla revisione della normativa del contraente generale per la quale sin dal 2001, inascoltati, avevamo detto che sarebbe stato un errore affidare la direzione dei lavori al contraente generale. Adesso occorre però affrontare – ha concluso il Presidente OICE – il tema del ruolo della Pubblica Amministrazione che deve tornare a programmare e controllare, anche con supporti di project management, ma non progettare, salvo che non abbia gli stessi requisiti che correttamente devono essere richiesti al mercato, in applicazione delle direttive UE”.

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