Appalti pubblici: le proposte degli Architetti sulle linee guida Anac | Architetto.info

Appalti pubblici: le proposte degli Architetti sulle linee guida Anac

Dalla centralità del progetto all'apertura del mercato verso i progettisti più giovani: ecco le proposte avanzate dal Cnappc per la consulazione online sulle linee guida Anac

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Tre proposte per gli appalti pubblici italiani: sono quelle elaborate dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori – unitamente alle Rete delle Professioni Tecniche – come intervento qualificato in merito alla consultazione on line sulle Linee guida redatte dall’Anac che – entro i limiti di competenza – supporteranno il nuovo Codice dei contratti.
Vediamole nel dettaglio.

1. Centralità del progetto
Riaffermare la centralità del progetto per garantire la qualità delle opere pubbliche e, più in generale, buone architetture realizzate al giusto costo per assicurare ai cittadini italiani opere pubbliche utili, funzionali e belle.

2. Ridimensionamento dei requisiti economici per l’accesso agli affidamenti
Ridurre ulteriormente il peso dei requisiti economico-finanziari per l’accesso agli affidamenti di Servizi di Architettura e Ingegneria, quali il fatturato degli ultimi tre anni, requisito – questo – che rischia di continuare a sbarrare la strada dei lavori pubblici non solo ai giovani, ma anche a gran parte dei professionisti che, per effetto della stessa crisi del mercato del settore, non siano in grado di dimostrare fatturati adeguati negli ultimi anni. E fare in modo che la capacità economico-finanziaria possa essere dimostrata dai professionisti, in alternativa al fatturato, con una polizza assicurativa adeguatamente dimensionata.

3. Rilancio dei requisiti di compentenza per l’accesso agli affidamenti
Rilanciare i requisiti di accesso alle gare, relativi alle capacità tecnico-professionali dei concorrenti puntando non più sulla valutazione parziale delle prestazioni professionali eseguite negli ultimi anni, ma sulla valutazione di tutte le prestazioni eseguite nell’arco dell’intera carriera professionale. Ciò con l’obiettivo di non mortificare la professionalità di chi non ha trovato spazio nel mercato dei lavori pubblici durante gli ultimi anni, pur avendo eseguito, anche in tempi meno recenti, prestazioni professionali di qualità e pur dimostrando dunque una notevole esperienza acquisita nel tempo.

Gli architetti italiani chiedono anche che vengano rilanciati concretamente i concorsi e che, per tutte le tipologie dei concorsi previsti dal Codice, sia consentito al professionista vincitore di dimostrare i requisiti per l’affidamento delle fasi successive della progettazione, costituendo un raggruppamento di professionisti. Un passaggio questo fondamentale per restituire indipendenza intellettuale e potere contrattuale ai cervelli e non più ai fatturati.

Sulla stessa linea la richiesta che sia garantita maggiore trasparenza negli affidamenti con criteri discrezionali come quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, introducendo un’apposita griglia di fattori ponderali e di elementi di valutazione che, nell’attribuzione dei punteggi, riducano drasticamente il peso del prezzo, incrementando quello relativo alla qualità dell’offerta. Così come quella di introdurre meccanismi premiali per l’inserimento di giovani professionisti, quali la valutazione delle competenze acquisite mediante la formazione professionale inerente il servizio professionale oggetto di affidamento.

E’ comunque positivo il giudizio del Consiglio Nazionale sull’impianto generale delle Linee Guida dell’Anac che hanno il merito di ristabilire regole certe per calcolare l’importo a base di gara negli affidamenti di Servizi di Architettura e Ingegneria, stabilendo l’obbligatorietà per le stazioni appaltanti, del ricorso al cosiddetto “Decreto Parametri; di ridurre, in parte, l’impatto dei requisiti economico finanziari per l’accesso alle gare; di individuare ruoli, compiti e responsabilità di figure importanti nel processo di esecuzione dei lavori pubblici, come il Responsabile Unico del Procedimento ed il Direttore dei Lavori. Misure che – insieme all’adeguata descrizione delle modalità di composizione delle commissioni giudicatrici per gli affidamenti di Servizi di Architettura e di Ingegneria e del percorso tracciato per uniformare il modus operandi delle stazioni appaltanti che ricorrono alle procedure dell’offerta economicamente più vantaggiosa – rispondono positivamente all’esigenza di portare, finalmente, trasparenza al settore dei Lavori Pubblici.

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