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Aumenti di Inarcassa: una riforma da riformare

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Sulla Gazzetta Ufficiale del 19 marzo 2010 ? stata pubblicata la approvazione condizionata dei Ministeri vigilanti sulle modifiche statutarie di Inarcassa.

Il decreto interministeriale ha posto una condizione vincolante per la sua attuazione e cio? la applicazione dal 1 gennaio 2010 per quanto riguarda gli aumenti al contributo soggettivo (dal 10 al 11,5% e poi, anno per anno, fino al 14,5%). Nel recepire questa condizione, il Comitato Nazionale dei Delegati del 26 marzo 2010 ha pure stabilito che l?aumento del contributo integrativo (dal 2% al 4%) entrer? in vigore solo dal 1 gennaio 2011.

Nella conferenza dei servizi dei Ministeri predetti del novembre 2009 si affermava che:

– “tuttavia, in considerazione del fatto che dalla Relazione tecnica si evidenzia uno squilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni nel lungo periodo, gi? a partire dal 2032-2035, la delibera in oggetto non appare in grado di risolvere in via definitiva le problematiche legate all?equilibrio strutturale della gestione”

E si raccomandava che:

– “Inarcassa, una volta intervenuta l?approvazione della riforma, definisca un percorso che determini un ulteriore incremento dell?aliquota del contributo soggettivo ed un maggiore peso della quota della prestazione calcolata con il sistema contributivo”

Per l?Ing. Francesco Basso, Segretario Nazionale di Inarsind, ? chiaro che i Ministeri vigilanti hanno giudicato le modifiche statutarie insufficienti a risolvere il problema della sostenibilit? per Inarcassa.

Il Segretario conferma tutte le preoccupazioni di quei componenti del Comitato Nazionale dei Delegati (quasi il 50%) che nell?estate del 2008 si opposero con forza alla approvazione delle modifiche proposte dal Consiglio di Amministrazione, ritenendo che la manovra non avesse il necessario carattere di organica riforma strutturale del sistema previdenziale, e non fosse che un provvedimento di tipo meramente contabile (aumento delle entrate e diminuzione delle uscite), senza quindi alcuna visione strategica delle caratteristiche intrinseche del sistema vigente (retributivo a ripartizione), degli aggiornamenti demografici e della peculiarit? della categoria.

Basso ritiene che la ulteriore riforma richiesta dai Ministeri dovr? essere messa in calendario dal nuovo Comitato Nazionale dei Delegati, che si insedier? a giugno 2010, studiando possibili alternative che non aggravino i bilanci dei professionisti, gi? duramente provati dalla crisi attuale e dai suoi progressivi effetti sull?edilizia e sull?industria.

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