Collaudatore non iscritto all'Ordine: il no degli Architetti | Architetto.info

Collaudatore non iscritto all’Ordine: il no degli Architetti

Lo schema di decreto attuativo predisposto dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici scontenta il Cnappc: ma Rino La Mendola promette battaglia

Portrait of young female architect working on project
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Un altro schiaffo all’Ordine è stato inserito nello schema di decreto attuativo del codice dei contratti dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: il collaudatore delle opere pubbliche non avrà l’obbligo di iscrizione all’albo. E questo è accaduto nonostante il no espresso in maniere unanime dai rappresentanti di architetti e ingegneri. La frattura è importante, ma l’obiettivo è sanarla prima che il documento sia sottoscritto dal nuovo governo.

Siamo fermamente convinti che la figura del controllore dei processi di esecuzione di un’opera pubblica debba essere qualificata almeno quanto le figure che svolgono le attività verificate e controllate dallo stesso collaudatore. I liberi professionisti che svolgono le attività di progettazione e di direzione dei lavori, per mantenere l’iscrizione all’Ordine, devono rispettare le norme di deontologia professionale e devono essere costantemente formati in relazione all’evoluzione delle norme che applicano”.

Così Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e componente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sullo schema di decreto attuativo del codice dei contratti sul collaudo amministrativo e sul collaudo statico, per i lavori, e sulla verifica di conformità per servizi e forniture che è stato approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Il decreto – che dovrà seguire l’iter di prassi, prima di essere sottoscritto dal Ministro e pubblicato – è stato approvato a maggioranza, con il voto contrario degli architetti e degli ingegneri che hanno eccepito la mancanza, tra i requisiti richiesti ai collaudatori, dell’iscrizione all’Ordine quando tale funzione è svolta da un pubblico dipendente.

La Mendola è stato critico anche sul macato coraggio del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici in merito all’inserimento del fascicolo del fabbricato nelle Norme tecniche sulle costruzioni, le NTC 2018.  Ora però sulla questione della figura del collaudatore delle opere pubbliche sarà vera battaglia. “Riteniamo che – continua  La Mendola – a maggior ragione, la figura del collaudatore, preposta al controllo dell’intero processo di esecuzione di un’opera pubblica, debba essere costantemente formata sulle attività oggetto dei propri controlli e debba rispondere alle norme di deontologia professionale. Peraltro la legge 1086 del 1971 ed il DPR 380 del 2001 prevedono che il collaudatore statico debba essere iscritto all’Ordine di competenza da almeno dieci anni e che il collaudo amministrativo è una prestazione professionale ancora più complessa, che non può prescindere dall’iscrizione all’Ordine del professionista che lo redige”.

Per tutto questo – conclude La Mendola – chiederemo al Consiglio Superiore di rivedere la decisione assunta in assemblea per assicurare che la figura del collaudatore debba possedere il requisito dell’iscrizione all’Ordine Professionale, sia nel caso in cui fosse un libero professionista che nel caso in cui fosse un pubblico dipendente”.

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