Società di ingegneria vs. professioni tecniche: "Ma quale condono!" | Architetto.info

Società di ingegneria vs. professioni tecniche: “Ma quale condono!”

Non si arresta la polemica sull'art. 31 del Ddl concorrenza. E l'Oice risponde alle critiche della Rete delle professioni tecniche

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Secca risposta delle società di ingegneria alla Rete delle professioni tecniche, che aveva definito l’art. 31 del Ddl concorrenza, modificato e approvato alla Camera, un ‘condono’ ai presunti ‘illeciti’ commessi dalle società negli ultimi 18 anni. “Il testo della norma che è passato in aula”, commenta l’ing. Patrizia Lotti, presidente Oice, “rappresenta un equilibrato punto di compromesso che corregge lo scempio giuridico compiuto in Commissione sulla spinta degli ordini professionali che hanno spacciato come condono una questione come quella della legittimità dei contratti stipulati dalle nostre società con i committenti privati, che la giurisprudenza anche recentissima ha confermato non esistere e che la norma approvata conferma.”.

La norma approvata prevede “oltre al chiarimento definitivo sulla legittimità dei contratti privati delle società di ingegneria, che a decorrere dall’entrata in vigore della legge nell’ambito privato vi sia l’obbligo di dotarsi di copertura assicurativa per lo svolgimento di attività professionali da parte delle società di ingegneria e di indicare nominativamente il professionista incaricato di svolgere le attività professionali; inoltre si prevede che l’Autorità Nazionale Anticorruzione tenga l’elenco delle società di ingegneria”.

“Tolto di mezzo l’assurdo e illogico obbligo di iscrizione all’albo“, continua Lotti, “Governo e Parlamento hanno, con un lavoro serio e approfondito, ricondotto alla reale esigenza di tutela del consumatore la ratio dell’articolo 31, con le opportune garanzie sia sulle copertura assicurative sia sulle personalità e nominatività della prestazione professionale. La norma, con queste previsioni, fornisce un chiarimento autentico sulla legittimità dei contratti privati per evitare che una sentenza isolata come quella di Torino del dicembre 2013 creasse le condizioni per ulteriori e strumentali contenziosi, visto che l’abrogazione della legge fascista n. 1815 è avvenuta nel 1997 ad opera della Legge Bersani”.

“Che nessuno parli di condono perché è solo una interpretazione autentica di una vicenda risolta dal 1997. E’ stato sventato – conclude Patrizia Lotti – il tentativo dei rappresentanti delle professioni tecniche che hanno manipolato una norma con tutt’altre finalità piegandola ai loro desiderata, per basse logiche corporative e per mettere le mani su un settore imprenditoriale come il nostro che traina il mercato pubblico e privato dell’ingegneria e dell’architettura, in Italia e all’estero, dando occupazione a tanti professionisti, già regolarmente iscritti all’albo, e contribuendo al bilancio di Inarcassa per più di 60 milioni di euro ogni anno per il solo contributo oggettivo del 4%. Di ciò siamo contenti e confidiamo che anche al Senato prevalgano, come accaduto in Aula oggi, equilibrio e saggezza, nel rispetto ovvio delle prerogative parlamentari e della libertà di giudizio che altri hanno tentato in tutti i modi di calpestare e sottomettere alle proprie logiche corporative.”

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