Garofalo Presidente INARSIND | Architetto.info

Garofalo Presidente INARSIND

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L’elezione è avvenuta nel corso della Riunione del Comitato esecutivo tenutosi venerdì scorso  presso la sede romana del Sindacato. Il Comitato ha attribuito la carica di Presidente all’ing. Salvo Garofalo (Catania), quella di Segretario all’ing. Francesco Basso (Ferrara) e quella di Tesoriere all’arch. Fabrizio Fusco (Caserta), confermando alla carica di  Vicepresidente l’ing. Francesco Galluccio (Reggio Calabria). Il Comitato Nazionale risulta inoltre composto dai Consiglieri: ing. Marco Belardi (Brescia), ing. Pietro Berna (Firenze), ing. Alberto Cantoni (Milano), ing. Marta Mascheroni (Bergamo) e ing. Maurizio Wiesel (Bari)

All’atto della nomina, il neo Presidente  ha tracciato alcune linee che caratterizzeranno il suo mandato, evidenziando l’impegno volto a rendere INARSIND sempre più presente nel territorio e propositivo sui temi della libera professione tecnica che negli ultimi anni sta vivendo momenti drammatici aggravati da recente dalla crisi in corso.
Garofalo ha sottolineato come il Sindacato sia cosciente che il disagio non  riguarda solo i 150.000 architetti ed ingegneri liberi professionisti bensì una platea di 2 milioni di professionisti, che con il loro lavoro producono il 12% del PIL nazionale, con cui trovare intese anche per concordare   forme di protesta “non convenzionali”.  I professionisti sono   ormai stanchi di essere presi in giro dai vari governi (sia di destra che di sinistra)  che da 26 anni dicono di voler riformare e modernizzare  gli ordini e le professioni ma che invece vanno in tutt’altra direzione. Garofalo ha fatto rilevare come i governi, che man mano si succedono,  assimilano  i professionisti alle imprese solo quando c’è da prendere (vedi Irap e detrazioni sui redditi) mentre si  dimenticano   di loro quando c’è da dare come ad esempio nel caso di finanziamenti, agevolazioni, dilazione creditizie, ammortizzatori sociali, etc, concessi a tutti (dalle banche, alle industrie per finire ai disoccupati) tranne che alle libere professioni e ai dipendenti degli studi professionali, (un calo di oltre il 20% dei fatturati e 300.000  posti a rischio),  che per i nostri politici di certo  rappresentano “figli di un Dio minore”.

Il nuovo Presidente ha dichiarato che intende  “fare rete” sfruttando tutti i nuovi mezzi di comunicazione attualmente disponibili come facebook e twitter soprattutto per coinvolgere  i giovani che, se prima vivevano marginalmente la professione, oggi a causa della crisi  non riescono ad inserirsi e, se lo sono,  tendono ad essere “espulsi” dalle attività libero-professionali.

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