Guida ai crediti formativi professionali (CFP) per gli architetti: regole e sanzioni | Architetto.info

Guida ai crediti formativi professionali (CFP) per gli architetti: regole e sanzioni

Dall'obbligo di aggiornamento continuo alle possibilità di esonero: la nostra guida al conseguimento dei crediti formativi professionali (CFP) per gli architetti

Architects working
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Il 31 dicembre 2016 scade il primo triennio dei crediti formativi professionali (Cfp) istituiti dal D.P.R. n. 137 del 7 agosto 2012, Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali.
Entro quella data, i professionisti tecnici inclusi gli architetti devono acquisire un minimo di 60 Cfp, di cui almeno 12 sui temi dell’area “norme professionali e deontologiche”. Di che cosa si tratta e quali sanzioni sono previste per gli inadempienti?

L’obbligo di aggiornamento continuo
L’obbligo della formazione continua previsto dal D.P.R. n. 137/2012 riguarda le professioni regolamentate, il cui esercizio è consentito solo a seguito d’iscrizione in ordini o collegi, subordinatamente al possesso di qualifiche professionali o all’accertamento delle specifiche professionalità.
Ogni professionista ha l’obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale, per garantire la qualità ed efficienza della prestazione professionale, nel migliore interesse dell’utente e della collettività, e per conseguire l’obiettivo dello sviluppo professionale.

I corsi di formazione possono essere organizzati, oltre che da ordini e collegi, anche da associazioni di iscritti agli albi e da altri soggetti autorizzati dai consigli nazionali degli ordini o collegi. L’unità di misura della formazione professionale è il Credito Formativo Professionale (Cfp). Per esercitare la professione l’iscritto all’albo deve essere in possesso di un minimo di crediti.
Il professionista può acquisire i Cfp necessari all’adempimento dell’obbligo, partecipando a corsi, seminari, stage, conferenze, visite tecniche e le attività formative in genere riconosciute e accreditate dagli Ordini di categoria.

I provvedimenti disciplinari

L’inosservanza dell’obbligo formativo costituisce illecito disciplinare (art. 7, D.P.R. n. 137/2012). Il mancato raggiungimento dei Cfp fino al 20% (12 su 60 cfp) determina la sanzione della censura, mentre un numero maggiore di Cfp non acquisiti determina la sanzione della sospensione nella misura di un giorno di sospensione per ogni Cfp non acquisito.
La censura consiste in una comunicazione del Presidente del Collegio di Disciplina con la quale le mancanze commesse sono formalmente dichiarate e in relazione alle quali viene espressa una nota formale di biasimo. La sospensione dall’esercizio della professione può durare al massimo sei mesi.
La comunicazione dei provvedimenti disciplinari è notificata a mezzo dell’ufficiale giudiziario.
Se il professionista non ha maturato tutti i crediti minimi entro il 31 dicembre 2016, potrà regolarizzare la propria posizione nel semestre di “ravvedimento operoso“, dal 1° gennaio al 31 giugno 2017; al termine di tale periodo le posizioni che risulteranno ancora irregolari verranno comunicate al Consiglio di Disciplina per l’avvio delle procedure disciplinari.

Architetti
La formazione professionale degli architetti è disciplinata da apposito Regolamento adottato dal Consiglio Nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc) pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 17 del 15 settembre 2013.
Gli iscritti hanno l’obbligo di acquisire nell’ambito di un triennio 90 crediti formativi professionali, con un minimo di 20 crediti annuali, di cui almeno 4 per ogni anno derivanti da attività di aggiornamento e sui temi della Deontologia e dei Compensi professionali. Solo per il primo triennio (ossia dal 2014 al 2016) i Crediti Formativi Professionali da acquisire sono limitati a 60, con un minimo di 10 crediti annuali.
Gli obblighi di formazione professionale o aggiornamento e sviluppo professionale continuo degli architetti possono essere assolti con la partecipazione effettiva e adeguatamente documentata a:
corsi di formazione, anche tramite formazione a distanza on-line;
master, seminari, convegni, giornate di studio, tavole rotonde, conferenze, workshop, attività di aggiornamento e corsi abilitanti;
altre attività ed eventi specificatamente individuati autonomamente dal CNAPPC o in collaborazione con gli Ordini territoriali.
La gestione, la realizzazione e il controllo dei programmi di aggiornamento e sviluppo professionale continuo è affidata al Cnappc e agli Ordini territoriali.

E’ possibile autocertificare le seguenti attività:
• Corsi abilitanti relativi a sicurezza, Vvf, A/Rspp, acustica, certificazione energetica e relativi aggiornamenti, non preventivamente accreditati da un Ordine Architetti o dal Cnappc, 1 cfp all’ora per un massimo di 15 cfp per corsi superiori a 15 ore. Per i soli corsi di aggiornamento 40 ore sicurezza e Vvf 10 cfp per l’intero corso o 1 cfp per ciascun modulo da 4 ore.
• Master universitari di I e II livello, dottorati di ricerca, lauree specialistiche conseguite da iscritti junior e seconde lauree in materie affini prevedono il riconoscimento di crediti formativi (15 cfp per ogni anno di corso).
• Corso di formazione per mediatore professionista, 15 cfp.
• Corso abilitante insegnamento per discipline affini all’architettura, 15 cfp.
• Mostre, fiere ed altri eventi assimilabili inerenti le aree tematiche dell’attività formativa: 1 cfp per ogni mostra documentata.
• Monografie, articoli e saggi scientifici o di natura tecnico-professionale, pubblicazioni di progetti derivanti da attività professionale/concorsuale su riviste a diffusione nazionale/internazionale: 1 cfp per ogni monografia, pubblicazione ecc.
• Attività di volontariato di protezione civile in caso di calamità: 2 cfp per ogni giorno di attività.

Esoneri
a) maternità, si riduce l’obbligo formativo di -20 cfp nel triennio sperimentale e -30 Cfp nel triennio ordinario, ivi compresi i 4 Cfp obbligatori;
b) malattia grave, infortunio, assenza dall’Italia, che determinino l’interruzione dell’attività professionale per almeno sei mesi continuativi;
c) altri casi di documentato impedimento derivante da cause di forza maggiore e situazioni di eccezionalità.
d) per gli iscritti con almeno 20 anni di iscrizione all’albo la obbligatorietà formativa cessa al compimento del 70esimo anno di età.

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