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Il disagio del mondo delle libere professioni

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La situazione di crisi che attraversa il paese, analizzata in tutte le sue componenti dalla stampa nazionale, ha finalmente portato alla ribalta anche il disagio del mondo delle libere professioni, ivi comprese le professioni tecniche.

Sarebbe, pertanto, opportuno approfittare del momento per mettere a punto, divulgare e sostenere presso il governo una strategia che, individuati i  provvedimenti  necessari a portarci fuori della crisi, possa condurre ad effetti concreti.

Fino ad oggi le problematiche connesse alle libere professioni tecniche sono state affidate agli Ordini, all’interno dei quali i liberi professionisti sono una minoranza non superiore al 20%, ed ai Sindacati delle libere professioni tecniche, divisi in molte sigle, con pochi iscritti, non molto organizzati, carenti di risorse economiche e principalmente poco agguerriti, anche in quanto espressione di una categoria professionale abituata alle “vacche grasse”.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: a cominciare dal 1° comma dell’art. 17 della legge 109/1994 che ci ha privato di gran parte delle nostre fonti di reddito, per finire alla “Bersani”, che ci ha spogliato delle tariffe professionali, precipitandoci nel vortice dei ribassi selvaggi: sempre nella generale rassegnazione.

La buona notizia è che si è finalmente accorta della nostra crisi anche Inarcassa, comprendendo che il suo avvenire e la sua stessa sopravvivenza dipendono dalle entrate dei liberi professionisti.

Quindi: Ordine, Sindacato e Cassa quali presidio, sostegno e leva di sviluppo.

Nell’ambito di Inarsind e Federarchitetti, i due sindacati di ingegneri ed architetti presenti in Confedertecnica, si evidenzia chiaramente che i tecnici liberi professionisti hanno preso consapevolezza della intrinseca debolezza della categoria ed hanno cominciato a prendere posizione, iscrivendosi sempre più numerosi.

 E’ anche giusto evidenziare che il ruolo del Sindacato è oggi riconosciuto ufficialmente sia dagli Ordini che dalla Cassa, i quali però ne temono il “potenziale” e, nell’eterna logica del “pesce grande mangia pesce piccolo” coltivano, ed anche in modo abbastanza palese, il disegno di costituire il “Sindacato della Cassa” ed il “Sindacato dell’Ordine”.

A questo proposito Confedertecnica sente il bisogno di ribadire la sua assoluta contrarietà alla creazione di organismi che ricordano “l’Opposizione di Sua Maestà” di ottocentesca memoria e ne diffida istintivamente; nel mentre ribadisce la sua franca e leale disponibilità alla più alta collaborazione e sinergia con entrambi.

Nei colloqui che, a vari livelli, si intrattengono in questi momenti di crisi, risulta palese l’esistenza di un comune sentire sui due fondamentali temi all’ordine del giorno: interventi a sostegno della professione e riforma della professione.

Sogno di chi scrive sarebbe poter leggere al Tavolo della Concertazione, ovvero presentare al Governo, un documento sulle libere professioni tecniche che in calce portasse, oltre alla firma di Confedertecnica, anche quelle del CNI, del CNA e della nostra Cassa di Previdenza.

Ing. Francesco Galluccio
(Presidente Confedertecnica)

*(Confedertecnica, attraverso i quattro sindacati che la costituiscono (Inarsind, Federchitetti, Federgeometri e Federperiti Industriali) rappresenta le Organizzazioni Sindacali delle libere professioni tecniche sin dal 2001. E’ riconosciuta Parte Sociale e come tale siede al Tavolo della Concertazione nel confronto Governo Sindacati. Inoltre è socio paritetico, insieme a Confprofessioni e Cipa ed ai sindacati confederali dei lavoratori, di Enti Bilaterali quali Fondo Professioni, Ca.di.prof, Previ.prof ed E.bi.pro)

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