Inarcassa: un passo avanti, ma l'unica speranza e' la ripresa | Architetto.info

Inarcassa: un passo avanti, ma l’unica speranza e’ la ripresa

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È di questi giorni la notizia ufficiale, pubblicata sul sito della cassa di previdenza, che Inarcassa ha avuto il nulla osta alla modifica statutaria che consente la deroga, per un massimo di 5 anni nell’arco della vita lavorativa, al versamento dei 3.000 euro di contributi minimi annuali.

La modifica, una boccata d’aria per i molti professionisti (soprattutto giovani e in larga parte architetti) che stanno attraversando un ormai lungo periodo di serie difficoltà, è sicuramente un ulteriore passo che la cassa di previdenza ha fatto per venire incontro agli iscritti che arriva dopo avere concesso la possibilità, attivabile dietro una domanda che era da presentare entro il 20 gennaio scorso, di dilazionare il pagamento dei contributi minimi in sei rate, senza interessi.

Ma va anche, e prima di tutto, a vantaggio della stessa Inarcassa, che quest’anno avrebbe sicuramente visto gli ulteriori effetti, e forse i primi pesanti, dei profondi cambiamenti incorsi negli ultimi anni nella gestione della previdenza e nel mercato del lavoro: un calo nel numero dei contribuenti.

Architetti e ingegneri in età lavorativa dal 2008 a oggi hanno infatti visto (e subito non troppo di buon accordo) l’aumento progressivo delle aliquote contributive sul reddito (che dal 10% sono passate al 14,5% di oggi), il passaggio dal sistema retributivo al contributivo (i cui effetti sugli importi delle pensioni sono ancora tutti da verificare ma che comporteranno trattamenti molto più bassi rispetto agli attuali) e il tanto contestato aumento dei contributi minimi, che nel 2013 sono stati portati a quasi 3.000 euro registrando un amento rispetto all’anno precedente di quasi il 50%.

Questi aumenti, solo in piccola parte controbilanciati da possibilità di dilazionamenti (quasi sempre onerosi) e azioni a favore degli iscritti, hanno penalizzato soprattutto i redditi più bassi (inferiori ai circa 16.000 euro lordi annuali su cui è stato calcolato del reddito limite per potere accedere al pagamento in proporzione al fatturato), generalmente dei giovani e dei professionisti colpiti dalla crisi (prevalentemente architetti), che sono stati ulteriormente colpiti dalle richieste e dagli esborsi obbligatori imposti, non sempre in modo sensato, a tutti senza distinzioni: l’aggiornamento continuo su cui ancora molti sono i dubbi, la gabella del Pos (che dovrebbe essere obbligatorio dal 30 giugno anche se si attende il risultato delle azioni portate avanti dal Cnappc e da altre associazioni di categoria) e la stipula di un’assicurazione.

L’intervento di Inarcassa è quindi una possibilità che sicuramente toglie dal panico moltissime partite iva (l’alternativa alla cancellazione dagli Ordini e da Inarcassa, valida solo però per chi non ha necessità o possibilità di firmare progetti, è la poco sostenibile gestione separata Inps, che chiede quasi il 30% sul lordo del fatturato) ma non è che una necessaria pezza, che, sperando in miglioramenti futuri, cerca di tamponare e procrastinare alcuni dei problemi già oggi sul piatto: minori versamenti, che vengano dai bassi redditi o dai minori iscritti, significano infatti pensioni più basse e una minore anzianità contributiva può essere “recuperata” solo con ulteriori versamenti che però sono possibili solo con aumenti di lavoro e di guadagni. L’unica speranza è la ripresa. 

L’autore


Laura Milan

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, si laurea e si abilita all’esercizio della professione a Torino nel 2001. Iscritta all’Ordine degli architetti di Torino dal 2006, lavora per diversi studi professionali e per il Politecnico di Torino, come borsista e assegnista di ricerca. Ha seguito mostre internazionali e progetti su Carlo Mollino (mostre a Torino nel 2006 e Monaco di Baviera nel 2011 e ricerche per la Camera di Commercio di Torino nel 2008) e dal 2002 collabora con “Il Giornale dell’Architettura”, dove segue il settore dedicato alla formazione e all’esercizio della professione. Dal 2010 partecipa attivamente alle iniziative dell’Ordine degli architetti di Torino, come membro di due focus group (Professione creativa e qualità e promozione del progetto) e giurata nella nona e decima edizione del Premio architetture rivelate. Nel 2014 costituisce lo studio associato Comunicarch con Cristiana Chiorino e Giulietta Fassino.

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