Lettera aperta del Cnappc al Governo sul terremoto emiliano | Architetto.info

Lettera aperta del Cnappc al Governo sul terremoto emiliano

wpid-2232_archi.jpg
image_pdf

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in una lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio e ai Ministri Cancellieri e Passera, esprime la propria posizione nel post sisma della scorsa settimana in Emilia Romagna. In primo luogo, il Cnappc, affronta il tema del decreto del Governo sulla Protezione Civile, che solleva lo Stato dal pagare i danni causati dagli eventi sismici. Questo, secondo il consiglio nazionale è da riformulare, “perché è stato approvato senza tenere conto del quadro complessivo della situazione italiana, così drammaticamente evidente, ancora una volta, dopo il terremoto in Emilia Romagna”.

La lettera continua a esporre i problemi legati al rischio sismico in Italia, ricordando i dati evinti dalla ricerca Cresme 2012 sulla Rigenerazione Urbana Sostenibile, da cui si apprende che “in Italia le aree ad elevato rischio sismico sono circa il 50% del territorio nazionale e il 38% del totale dei Comuni; quelle a elevata criticità idrogeologica il 10% del territorio e l’82% dei Comuni. Nelle prime risiedono 24 milioni e 147 mila persone, nelle seconde 5 milioni e 772 mila persone; 6 milioni e 267 mila edifici risiedono in area sismica, 1 milione e 259 mila in area a rischio idrogeologico. Inoltre, in Italia dal dopoguerra ad oggi ci sono stati oltre 4 mila morti provocati da terremoti e i danni da sisma o eventi idrogeologici calamitosi hanno portato a costi complessivi (dal 1944 al 2009) stimabili in un valore tra i 180 e i 220 miliardi di euro”.

Stando a questi dati, il Cnappc sottolinea il ritardo e la vetustà degli edifici in cui vivono e vivranno i 4/5 dei cittadini italiani.

Pertanto, partendo da questi dati le proposte del Consiglio Nazionale degli Architetti sono quelle di “introdurre l’obbligatorietà del libretto dell’edificio che, come quello dell’automobile, certifichi lo stato di sicurezza dell’immobile, così da rendere consapevoli i cittadini della realtà del proprio habitat e degli eventuali interventi necessari”. Non solo, ma è necessario anche “lanciare nel Piano per le Città incentivi per la messa a norma antisismica delle strutture, integrandola al risparmio energetico, rendendo sicuri e passivi gli edifici”. Soprattutto il Cnappc propone di “riconsiderare la recente decisione sull’intervento economico dello Stato, nel non poter rifondere più i danni agli edifici causati dai terremoti, introducendo almeno una norma progressiva decennale, collegata al libretto dell’edificio, alle incentivazioni e creando un fondo pubblico attingendo ad una quota dell’Imu”.

Fra le conclusioni, gli architetti italiani sono uniti nell’affermare che “se così non fosse, le conseguenze sarebbero disastrose. Infatti, l’assoluta inconsapevolezza dello stato dell’edificato da parte dei cittadini e delle autorità, effetto di non aver voluto, in passato, istituire il libretto immobiliare e la verifica periodica delle strutture, farà sì che la maggior parte degli italiani non saranno in grado di valutare se vivono e lavorano in luoghi sicuri, mentre le assicurazioni imporranno premi proibitivi, considerando che il rischio sarà massimo. Il risultato sarà che coloro che potrebbero subire gli effetti devastanti di un terremoto non si assicureranno e tanto meno i più poveri, che abitano in case che hanno avuto minor manutenzione e nella zone più depresse del Paese, e che sono proprio quelle più esposte al rischio sismico e idrogeologico, come ad esempio Campania, Sicilia, Calabria”.

Scarica la lettera in versione integrale

C.C.

Copyright © - Riproduzione riservata
Lettera aperta del Cnappc al Governo sul terremoto emiliano Architetto.info