"Nuova stagione" per l'architetto contemporaneo | Architetto.info

"Nuova stagione" per l'architetto contemporaneo

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 “Ridisegnare” il ruolo dell’architetto, imprimendo carattere, fornendo strumenti e riconoscendo meriti e competenze a una figura che può dare un contributo concreto al progresso della società. Venerdì u.s  all’hotel Imperiale di Taormina si sono dati appuntamento i rappresentanti della categoria, a livello regionale e nazionale, per discutere e tracciare insieme i contorni di una nuova “stagione” per la professione nel XXI secolo. L’occasione è stata il convegno organizzato dalla Consulta regionale e dagli Ordini degli Architetti di Catania e Messina, con il patrocinio del Comune di Taormina.

«Assistiamo a un processo di trasformazione della nostra figura – ha esordito il presidente della Consulta Rino La Mendola – poiché siamo chiamati a svolgere più il ruolo di imprenditori che quello di professionisti, visto che le dinamiche d’appalto pubblico, con la logica del ribasso, lede la nostra dignità di professionisti. Facendo rete, potremo realizzare una riforma della professione su più fronti, dalla normativa alla formazione, passando per una pianificazione partecipata».

Sembra quindi l’avvio di una ritrovata “Agorà degli Architetti” che si basi su una rete attiva degli Ordini, per promuovere la qualità della progettazione italiana: «La valorizzazione del ruolo dell’architetto nel XXI secolo passa necessariamente attraverso una forte azione politica e di divulgazione – ha spiegato il presidente dell’Ordine etneo Luigi Longhitano – di cui gli ordini professionali devono farsi carico, per creare le condizioni che garantiscano la qualità delle prestazioni, grazie alla pratica del mestiere, la promozione di codici prestazionali delle singole attività, l’innalzamento del livello partecipativo degli organi di rappresentanza di categoria. La Sicilia deve dialogare con il Mediterraneo, perché ha tutte le carte per meritare una “leadership” e creare una rete comune per l’intera area. Senza trascurare una gestione consapevole delle risorse, in termini di impatto ambientale: lo sviluppo sostenibile dovrà essere il nuovo codice dell’architetto».

La revisione dei percorsi formativi universitari è stato uno dei punti oggetto dell’intervento del presidente dell’Ordine degli Architetti di Messina, Gaetano Montalto: «E’ necessario che anche noi, attraverso gli ordini, le Consulte regionali e il Consiglio Nazionale, anche grazie ai tavoli di confronto con le altre categorie, presentiamo una proposta di legge che definisca univocamente chi può fare cosa e che restituisca all’architetto gli ambiti che gli sono più confacenti. Per di più  – ha continuato – la proliferazione di corsi di laurea di varia natura produce figure spesso non contemplate negli ordinamenti e che con molta difficoltà trovano spazio nel mondo del lavoro».

Nel corso dell’incontro – moderato dal giornalista Vincenzo Bonaventura – sono intervenuti i presidenti degli Ordini nazionali invitati al meeting, tra questi Daniela Volpi (Ordine di Milano) Amedeo Schiattarella (Ordine di Roma) che ha sottolineato come questo sia forse «uno dei periodi più bui che abbiamo attraversato. Il rintanamento degli ultimi anni è stato tale da allontanarci dalla professione così come viene esercitata in tutto il mondo. Il nostro obiettivo è riallinearci, e per farlo dobbiamo saper incidere sul mondo della politica e dell’imprenditoria».

E sul fronte della necessità di “internazionalizzare” la figura dell’architetto, il presidente Volpi ha chiarito che «dobbiamo renderci più internazionali e meno provinciali di quello che siamo.

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