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Nuovo Codice Appalti, si lavora al correttivo

Il Nuovo codice degli appalti verrà riscritto? Per rispondere dobbiamo attendere la fine dell'iter formale. Ma cosa dispone la bozza?

correttivo al nuovo codice appalti
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Proseguono i lavori per il primo correttivo al Nuovo Codice Appalti.

I punti che saranno posti in discussione sono molteplici e di forte impatto. Avremo certamente modo di affrontarli in futuro.

 

Le prime indiscrezioni indicano, tra l’altro, modifiche a:

Qualificazioni: con l’estensione a 10 anni quale riferimento all’attività svolta;

Subappalto: dopo le forti contestazioni, il tetto del 30% dovrebbe essere riferito alle categorie prevalenti e non più all’importo complessivo del contratto. Modifiche anche alla terna dei subappaltatori e all’art. 80 del codice;

Progettazione: ritorna sul tavolo l’appalto integrato;

Qualificazione delle stazioni appaltanti: si discute il modo per rendere più snello il procedimento e allargare gli anni pregressi di riferimento;

Opere a scomputo: l’orientamento è quello di semplificare i casi in cui è necessaria una gara anche attraverso una equiparazione delle disposizioni rivolte alla pubblica amministrazione;

Soccorso istruttorio: si studia la possibilità di eliminare la sanzione pecuniaria;

Cause rapide e collegio consultivo tecnico: l’ipotesi è quella di imporre un termine decadenziale (pare di 60 giorni) per far valere le proprie pretese in giudizio. Accogliendo poi i rilievi del Consiglio di Stato, l’Esecutivo pare si stia orientando ad abrogare il collegio consultivo tecnico, novità prevista dall’art. 207 del Codice.

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri esprime una prima valutazione (non del tutto positiva) sulle proposte di modifica al Codice.

In particolare secondo il Consiglio Nazionale, la scelta di “riabilitare” l’appalto integrato sarebbe errata.

A sostenerlo le dichiarazioni di Zambrano che evidenzia il palese contrasto delle modifiche alla delega attribuita dal Parlamento al Governo.

Inoltre, prosegue il Presidente del CNI, “se fosse confermato il testo dell’articolo 24 del Correttivo di fatto sparirebbe uno dei principi cardine del Nuovo Codice e cioè la distinzione tra progettazione ed esecuzione. Naturalmente su questo secondo aspetto esprimeremo nelle consultazioni previste la nostra forte avversità”.

Nel frattempo è stato pubblicato il decreto del Ministero delle Infrastrutture del 2 dicembre 2016, n. 263 sui requisiti dei progettisti per l’affidamento dei relativi servizi (LEGGI qui la notizia).

Insomma, a poco meno di un anno dall’entrata in vigore del D. lgs. 50/2016 ci troviamo nuovamente a confrontarci con una situazione di instabilità, forse dovuta alla scelta di non prevedere un ragionevole periodo di transizione tra il “vecchio” e il “nuovo” Codice.

In effetti, i vincoli comunitari imponevano una scadenza ben definita. In effetti però quella scadenza la si conosceva da almeno il 2014.

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