Perché gli architetti scendono in piazza: parla Alessandro Ridolfi | Architetto.info

Perché gli architetti scendono in piazza: parla Alessandro Ridolfi

Intervista a Alessandro Di Ridolfi, presidente dell'Ordine degli architetti di Roma e Provincia, tra i promotori di #noiprofessionisti, la manifestazione che porterà in piazza architetti, ingegneri e altre categorie professionali sabato 13 maggio

Alessandro Di Ridolfi, presidente dell'Ordine architetti di Roma e Provincia
Alessandro Di Ridolfi, presidente dell'Ordine architetti di Roma e Provincia
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Sabato 13 maggio 2017, dalle ore 10.00 con partenza in Piazza della Repubblica e arrivo a San Giovanni in Laterano a Roma, i professionisti italiani scenderanno in piazza in un’attesa manifestazione di protesta, “dal basso” (non raccoglie infatti le adesioni dei Consigli nazionali). Punto centrale della marcia è la contestazione dell’abolizione dei minimi tariffari e la richiesta di un equo compenso, ma nel documento elaborato si parla anche di molti altri aspetti.

Identificata sotto il nome “#Noiprofessionisti”, la manifestazione è stata promossa da una serie di ordini provinciali di architetti, ingegneri, avvocati e medici, compresi quelli di Roma e di Napoli, ma ha raccolto le adesioni trasversali sia di molti altri ordini territoriali che di altre categorie (come giornalisti, magistrati, guide turistiche).

La lista completa delle adesioni e il programma sono disponibili a questo link, così come la petizione lanciata è qui. Abbiamo intervistato il presidente dell’Ordine degli architetti di Roma, Alessandro Ridolfi, per farci spiegare meglio i motivi della manifestazione.

Come e quando nascono la manifestazione e la petizione e su quali basi categorie professionali anche distanti tra loro sono state in grado di creare un dialogo?

Il primo messaggio che la Manifestazione lancia è volto a far comprendere alla collettività l’importanza del servizio professionale di qualità. Bisogna far crescere nei cittadini la consapevolezza della necessità di prestazioni professionali sicure e di qualità eccellente.

La Manifestazione unisce le voci dei professionisti di vari settori per chiedere al Governo l’introduzione di una normativa sul Giusto Compenso per la garanzia di qualità delle prestazioni e per porre in evidenza altri temi importanti, quali l’equità fiscale e previdenziale.

Architetti, Ingegneri, Avvocati, Medici e altre categorie di Professionisti si riuniranno per la prima volta nella loro storia e manifesteranno insieme per chiedere di superare la legge che ha abolito i tariffari minimi. Non parliamo di una rivendicazione salariare ma dell’esigenza di manifestare pubblicamente il nostro disagio.

Lo dobbiamo anche ai giovani professionisti di oggi. Sono i primi ad avere il diritto di vivere e lavorare in un Paese che possa valorizzare, sostenere e credere nelle loro qualità. Se non si agisce subito vedremo altri talenti migrare all’estero a danno del nostro Paese.

ll 06 aprile abbiamo costituito a Roma il comitato promotore dei professionisti e abbiamo lanciato l’idea della manifestazione #NOIPROFESSIONISTI da tenersi nella Capitale il 13 maggio prossimo. L’unione dei professionisti degli ordini più grandi d’Italia, insieme a sindacati e associazioni, nasce dopo la pronuncia della sentenza dell’8/12/2016 n° c-532/15 della Corte di Giustizia UE, che ha ribadito la legittimità, in ambito europeo, di un sistema tariffario regolamentato.

 

Molti tecnici sulle nostre pagine spesso vedono nell’abolizione delle tariffe la causa principale della contrazione dei loro guadagni. 

Con l’abolizione delle tariffe l’Italia ha svenduto il lavoro di centinaia di migliaia di professionisti a vantaggio di pochi. La questione è molto più articolata di quanto possa sembrare e soprattutto è relativa ad un più ampio e delicato aspetto in termini di qualità: qualità del servizio proposto/ qualità del lavoro / e, per quanto concerne la mia categoria, qualità progettuale/ qualità edilizia / qualità architettonica.

A farne le spese sono soprattutto i cittadini che, purtroppo, stanno subendo un calo drastico della qualità delle prestazioni ricevute a causa dell’impossibilità, da parte dei Professionisti, di sostenere i costi di strutture, assicurazioni e formazione di alto livello.

 

 

Più che di minimi, nelle vostre richieste parlate di “giusto compenso” e fate anche riferimento a una sentenza della Corte Ue. Può esemplificare una proposta concreta normativa? Quali le sembrano le ostruzioni principali al momento?

Voglio premettere un passaggio fondamentale per far capire esattamente i termini della questione. I professionisti italiani svolgono una “professione intellettuale”, affrontando i problemi “… sulla base di un sapere …” per cui il nostro lavoro “… è una prestazione che confronta un sapere ad un problema.” Questa deve essere la premessa di ogni futura politica sui professionisti! Chiediamo, quindi, un testo di legge, in primis,  sulle professioni intellettuali.

Per quanto riguarda la mia categoria poniamo poi l’attenzione su alcuni punti fondamentali: un giusto compenso significa un sistema tariffario regolamentato; una chiara definizione e articolazione del complicato tema delle competenze professionali; un testo unico che regoli e affronti il lavoro autonomo; il riconoscimento del ruolo professionale nella pubblica amministrazione; non dimentichiamoci della necessità di un sistema fiscale italiano che deve essere integrato con politiche utili alla libera professione e all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Infine una legge sull’Architettura: vogliamo una classe politica che abbia per l’Architettura l’attenzione che gli viene già riservata in molti paesi, essendo l’Architettura espressione dell’identità culturale del nostro paese. I professionisti possono essere tra gli attori principali di una nuova stagione in cui la pubblica amministrazione e le professioni siano fianco a fianco per una “semplificazione responsabile” in cui l’esigenza di facilitare si coniughi con il grande tema della sicurezza sociale. É sicuramente condivisibile che i professionisti assumano un ruolo sempre maggiore di sussidiarietà rispetto alle amministrazioni, ma questo non deve trasformarsi in una scusa per non provvedere ad effettive e sostanziali semplificazioni del processo amministrativo. Inoltre, a fronte di crescenti oneri e responsabilità professionali, è iniquo e vessatorio di contro non dar  luogo a riconoscimenti di ruolo e di trattamento economico puntuali e ben definiti. Se si svolgono compiti di pubblico ufficiale, per i quali è necessaria una posizione di terzietà fra Stato e cittadino, è assurdo ed illogico assoggettare a libera contrattazione la loro remunerazione.

 

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E il cosiddetto Jobs Act degli Autonomi, perché non è sufficiente?

Palliativi. In questo momento non abbiamo bisogno di questo, ma di punti fermi e chiari da cui far ripartire la macchina, le nostre professioni e il nostro Paese. L’attuale proposta di legge affronta solo alcuni aspetti delle problematiche che afferiscono al lavoro autonomo, abbiamo bisogno di un testo unitario che normi l’articolato e vario mondo delle professioni individuando specificità ed esaltando le diversità dei singoli comparti.

Le opportunità di lavoro passano anche attraverso la velocizzazione degli iter legislativi; provvedimenti come “Riuso e recupero del suolo” e “Legge sull’Architettura” possono diventare direttamente e/o indirettamente strumenti di sviluppo economico non solo per le categorie professionali. Inoltre una concreta ed effettiva regolamentazione renderebbe più competitivi gli studi italiani numericamente ridotti rispetto ad analoghe realtà internazionali.

 

Le adesioni raccolte sono state molte e trasversali. 

Numerosissime le Istituzioni, i Sindacati e le Associazioni che hanno aderito alla manifestazione e che si incontreranno a Roma per sfilare in un corteo con destinazione Piazza San Giovanni. Ci auguriamo che ancora più numerosi siano i singoli professionisti che sabato mattina prenderanno parte alla manifestazione.

Un risultato ora straordinario. Tanto straordinario quanto impellente considerato che deve intervenire sul disagio e degrado professionale che ci vede tutti coinvolti. Sicuramente uniti possiamo far sentire la nostra voce con ancora più impatto e risonanza.

 

Nei giorni scorsi la RPT ha incontrato il ministro Poletti e formalmente si è parlato di una richiesta sull’equo compenso. Però i consigli nazionali non aderiscono alla manifestazione. Così facendo la manifestazione non rischia di essere letta come una forma di disallineamento o addirittura di dissenso per chi in questo momento rappresenta le categorie professionali?

Assolutamente no, stiamo parlando di piani diversi. Questa è una mobilitazione che nasce dal basso! Sono gli iscritti che ci chiedono di intervenire. Siamo noi Ordini professionali territoriali/ sindacati/ associazioni che quotidianamente ci confrontiamo con migliaia e migliaia di iscritti e professionisti insoddisfatti, preoccupati e sfiduciati riguardo alla loro professione. La nostra è una responsabilità forte e una necessità: dare risposte concrete, fare il tutto per tutto anche scendere in piazza per fare sentire la nostra voce.

In sintesi, cosa chiedete?

Allo scopo di approfondire in sede tecnica le problematiche che affliggono l’esercizio delle Professioni nel nostro Paese ed identificare le possibili soluzioni chiediamo un Tavolo Permanente per le Professioni presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il compito di:

– individuare congiuntamente le problematiche determinate dall’attuale contesto legislativo all’esercizio delle Professioni ed affrontarle in modo sistematico;

– esaminare le possibili soluzioni ed inserirle in un quadro normativo omogeneo;

– supportare la stesura di una legge che tuteli le Professioni Intellettuali in congruità con il dettato costituzionale, la dignità ed il decoro del lavoro professionale.

Il Tavolo sarà composto dai componenti del Gruppo di Lavoro e da rappresentanti nominati dal Ministro del Lavoro, dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero della Giustizia. Agli incontri potranno partecipare anche esperti tecnici designati volta per volta dalle parti.

Costruiamo insieme un futuro migliore per l’Italia.

 

Approfondisci: Minimi tariffari e giusto compenso: i professionisti scendono in piazza

 

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