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Dm parametri bis e calcolo dei compensi: le indicazioni Cnappc-Cni

Il gruppo paritetico Cnappc-Cni ha redatto un documento che affronta le criticità riscontrate nell’applicazione del 'parametri bis', anche alla luce della Determinazione Anac n.4/2015

compenso
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Il corrispettivo per i piani urbanistici generali, calcolato secondo il Dm del Ministero di Grazia e Giustizia n. 143 del 21 dicembre 2013 (cd Decreto Parametri bis, che fissa i criteri per la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara negli appalti di servizi per architetti e ingegneri), genera importi troppo bassi ma si può determinare un compenso congruo per i professionisti seguendo le indicazioni contenute in un documento redatto dal comitato congiunto di esponenti del Consiglio nazionale degli architetti e del Consiglio nazionale degli ingegneri.

Il documento affronta una serie di criticità sorte in seguito alla Determinazione Anac n. 4 del 25 febbraio 2015 “Linee guida per l’affidamento dei servizi attinenti all’architettura ed alla ingegneria”:

1. Obbligatorietà del riferimento al Dm n. 143/2013
2. Classificazione dei servizi
3. Determinazione del corrispettivo per le prestazioni urbanistiche

 

Obbligatorietà del riferimento al dm. 143/2013

L’Anac ha ribadito che per determinare il corrispettivo da porre a base di gara per l’affidamento dei servizi di Ingegneria e Architettura, compreso l’appalto cosiddetto “integrato”, è obbligatorio fare riferimento ai criteri fissati dal Dm n. 143/2013.
Per quanto attiene all’obbligatorietà da parte della stazione appaltante di dar conto del percorso seguito per la determinazione del corrispettivo, l’Anac ha ribadito l’obbligatorietà di riportare uno specifico quadro analitico delle prestazioni e dei relativi corrispettivi, per consentire ai concorrenti la formulazione di congrue offerte.
Qualora la stazione appaltante ritenga opportuno verificare l’adeguatezza del corrispettivo determinato con il Dm n. 143/2013, il termine di confronto è con il Dm del 4 aprile 2001, riguardante i corrispettivi delle attività di progettazione e delle altre attività (art. 17, comma 14 bis, della Legge 11 febbraio 1994 n.109); per le prestazioni non contemplate da tale decreto, il riferimento è determinato con il Dm n. 143/2013.

 

Classificazione dei servizi

Secondo L’ANAC, ai fini della qualificazione per la partecipazione alla gare, le attività svolte per opere analoghe a quelle dei servizi da affidare, non necessariamente di identica destinazione funzionale, sono da ritenersi idonee a comprovare i requisiti, quando il grado di complessità sia almeno pari a quello dei servizi da affidare.
Per dimostrare il possesso dei requisiti di partecipazione, in caso di incertezze nella comparazione in relazione all’identificazione delle opere, deve in ogni caso prevalere il contenuto oggettivo delle stesse.

Esempi Art. 14
L. n. 143/49
Dm n. 143/2013 Classificazione raccomandata
Prestazioni pregresse relative ad interventi su edifici soggetti a vincolo classe I
categoria d
tavola Z.1 E.22
categoria EDILIZIA Edifici degli Istituti di credito classe I
categoria d
tavola Z.1 ID E.16
categoria INFRASTRUTTURE PER LA MOBILITA’ Piste Ciclabili” comportanti particolari difficoltà di studio (es. particolari contesti geomorfologici, paesaggistici, urbani) classe VI
categoria b
tavola Z.1 ID V.03
categoria IDRAULICA Impianti per provvista, condotta, distribuzione d’acqua ‐ Fognature urbane ‐ Condotte subacquee in genere, metanodotti e gasdotti, con problemi tecnici di tipo speciale classe VIII tavola Z.1 ID D.05

Determinazione del corrispettivo per le prestazioni urbanistiche

Il calcolo del corrispettivo sviluppato col Dm n. 143/2013 per la stesura di un piano urbanistico generale, perviene a valori sensibilmente inferiori rispetto all’analoga determinazione dello stesso fatta seguendo le indicazioni della vecchia circolare del Ministero LL.PP. n.6679 del 1 dicembre 1969. Il primo elemento di criticità che si rileva nei casi segnalati attiene all’applicazione del parametro Pil per abitante per la determinazione del valore “V” di riferimento per il calcolo del corrispettivo. Considerando che il riferimento al dato territoriale genera differenti corrispettivi a parità di prestazioni eseguite, per ovvi motivi di uniformità, il valore del Pil pro capite da assumere non potrà che essere quello medio nazionale.

Per quanto attiene invece alle effettive prestazioni da considerare, come previste nella tavola Z.2, oltre alla prestazione base Qa.0.01 “Pianificazione urbanistica generale”, andranno comunque sempre considerate le prestazioni Qa.0.02 “Rilievi ecc.”, Qa.0.03 “Pianificazione paesaggistica ecc.”, Qa.0.05 “Programmazione economica ecc.”, che costituiscono parte inscindibile dell’attività di pianificazione così come oggi richiesta.
Per le ulteriori prestazioni non comprese nella attività precedentemente elencate, la determinazione dei corrispettivi, ove non determinabile analogicamente (art. 6, co.1 del Dm n. 143/2013), sarà determinata a vacazione in considerazione del tempo e dell’impegno richiesti.

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