Pos professionisti, il Cnappc: 'Sanzioni punitive e inutili' | Architetto.info

Pos professionisti, il Cnappc: ‘Sanzioni punitive e inutili’

Duro il giudizio del Consiglio nazionale architetti sul disegno di legge in discussione al Senato che sanziona fino a 1.500 euro chi non si adegua all'obbligo di Pos

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“Ingiusta, anacronistica, punitiva e inutile”: così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori definisce la possibilità prevista da un disegno di legge in discussione al Senato, e cioè che i liberi professionisti che non si siano dotati di Pos vengano sospesi dalla loro attività e sanzionati con una ammenda fino a 1.500 euro. La misura andrebbe ad integrare quanto stabilito a maggio 2014, quando però non era stato previsto un regime sanzionatorio per chi non si fosse adeguato al Pos.

La misura, per il Cnappc, è “ingiusta perché si basa sul presupposto e sul pregiudizio che tutti i liberi professionisti siano evasori fiscali; anacronistica perché impone un’attrezzatura informatica già superata dalla fatturazione elettronica e dai pagamenti effettuabili via smartphone; punitiva perché, per quanto riguarda gli architetti, costi e sanzioni, andranno a colpire giovani che, come dimostra la ricerca del Cresme sullo stato della professione, hanno redditi mensili che oscillano tra 500 e 1000  euro frutto della emissione, nella migliore delle ipotesi, di non più di 10 fatture annue; inutile perché non costituisce in alcun modo un deterrente nei confronti dei pagamenti in nero e dell’evasione fiscale”.

“Viceversa l’imposizione della “macchinetta” Pos – conclude – sembra avere tutte le caratteristiche di un favore ai suoi produttori e gestori, a scapito di milioni di professionisti. Sembra evidente che per il Senatore Aiello, che ha presentato il ddl, i liberi professionisti non facciano parte della categoria dei consumatori e, in fase elettorale, le campagne del suo partito per affermare il ruolo dei professionisti nell’economia e nel lavoro siano state solo parole al vento”.

Sul tema si era espressa anche Confedertecnica nei giorni scorsi: “L’obbligo del Pos non è solo assurdo”, aveva detto Calogero Lo Castro, presidente Confedertecnica, “ma è la dimostrazione di come la politica sia ormai distante, quando non contrapposta, rispetto alla vita quotidiana delle Pmi, dei professionisti e delle partite Iva, che in Italia sono sottoposti a sempre maggiori obblighi a fronte di sempre minor lavoro”.

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