Reintroduzione dei minimi tariffari, qualcosa si muove all’orizzonte | Architetto.info

Reintroduzione dei minimi tariffari, qualcosa si muove all’orizzonte

Le proposte per ristabilire un equo compenso passano dalla piazza alla iniziativa legislativa

tariffe minime professionali
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Il 7 febbraio in Senato i parlamentari Pepe e Davico, facendo seguito a precedenti diverse iniziative, hanno presentato un disegno di legge per la reintroduzione delle tariffe minime professionali.

Il testo del disegno di legge prevede un’espressa abrogazione dell’articolo 2 del Decreto Bersani (decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223) che, unitamente al d.lgs. n. 1/2012 (meglio noto come decreto ‘Cresci-Italia’), ha determinato l’abrogazione delle tariffe professionali.

Questa normativa rispondeva ai principi e criteri diretti contenuti nelle direttive UE in materia di liberalizzazione dei mercati. Già in passato l’Italia era stata sanzionata dalla Commissione Europea per la violazione di norme europee sulla concorrenza nel settore delle libere professioni.

Se il decreto Bersani permetteva già ai professionisti di agire in deroga ai cosiddetti “minimi tariffari”, l’attuale norma del d. lgs 1/12 ha imposto una completa abrogazione delle tariffe professionali, lasciando così che il compenso sia oggetto di libera contrattazione tra il professionista e il cliente.

Tali misure drastiche hanno certamente creato un effetto dirompente sul mercato dei liberi professionisti che ora, a distanza di anni, può essere valutato con maggiore lucidità.

Nei mesi passati sono state diverse le rappresentanze di categoria professionale (tra i primi gli avvocati, architetti e ingegneri) a evidenziare le sempre più evidenti controindicazioni derivanti dalla abolizione dei minimi tariffari in Italia.

Prima tra tutte è proprio l’assenza di una reale tutela della concorrenza dei professionisti, ove l’unico meccanismo di negoziazione con i clienti è la riduzione dei compensi.

A ciò si deve unire l’allarmante penalizzazione del profilo qualitativo della professione, il quale, sulla base del meccanismo del massimo ribasso economico, viene a rivestire un ruolo secondario nella scelta della collaborazione professionale.

Un primo segnale incoraggiante è costituito dalla pronuncia della sentenza dell’8/12/2016 n. c-532/15 della Corte di Giustizia UE, che ha affermato la legittimità in ambito europeo dei minimi tariffari inderogabili.

Le istanze ormai unanimi rivolte al Governo tendono all’introduzione di una normativa sul giusto compenso per la qualità delle prestazioni, anche attraverso la reintroduzione dei minimi tariffari inderogabili.

Resta solo da seguire da vicino lo sviluppo dell’iter legislativo di questo tanto atteso disegno di legge per la reintroduzione delle tariffe minime professionali.

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