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Restauro di immobili di interesse artistico: indispensabile la sottoscrizione dell’architetto

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Sul restauro di immobili di interesse artistico, il Tar Lazio ha stabilito la riserva di competenza degli architetti, eccetto che per attività propriamente tecniche di edilizia civile. L’occasione è stata data dal ricorso presentato dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia contro il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e contro il Consiglio nazionale degli architetti (Cnappc). Gli ingegneri contestavano la decisione della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Verona di considerare indispensabile la sottoscrizione da parte di un architetto prima di esaminare i progetti di restauro di un immobile gravato da vincolo storico ai sensi della Legge 1089/39 (attualmente D.Lgs. 42/04).

Con la sentenza n.7997 del 17 ottobre 2011, il ricorso è stato bocciato e il tribunale ha deliberato che, ad eccezione di interventi tecnici di edilizia civile, che sono di competenza degli ingegneri, come stabilisce l’art. 52 dello stesso Decreto legislativo, un progetto di restauro di un immobile di interesse storico e artistico, vincolato o meno, deve essere necessariamente sottoscritto da un architetto. Ad ogni modo, la parte tecnica del progetto può essere compiuta sia dall’architetto, sia dall’ingegnere.

I giudici del Tar hanno motivato la decisione riferendosi all’art. 52 del Regio Decreto 23/10/1925, n.2357, in cui si stabilisce che le opere di edilizia civile, con relativi rilievi geometrici e operazioni di estimo riguardano la professione di architetto quanto quella dell’ingegnere. “Tuttavia le opere di edilizia civile che presentano rilevante carattere artistico ed il restauro e il ripristino degli edifici contemplati dalla L. 20 giugno 1909, n. 364, per l’antichità e le belle arti, sono di spettanza della professione di architetto; ma la parte tecnica può essere compiuta tanto dall’architetto quanto dall’ingegnere”.

Il Consiglio di Stato, intervenendo sulla questione con il parere n.382/97 ha fornito la sua precisazione riguardo all’imprescindibile stretta collaborazione dell’ingegnere con l’architetto, anche solo per quanto riguarda la parte tecnica dell’intervento nel progetto di restauro.

C.C.

 

 

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